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L'oro riduce i guadagni dopo le dichiarazioni di Trump sulla Groenlandia

L'allentamento delle tensioni geopolitiche da parte del pres

22 Jan, 2026 39 By: عبد الفتاح يوسف
Source: مباشر
L'oro riduce i guadagni dopo le dichiarazioni di Trump sulla Groenlandia
Servizio Speciale: Giovedì i mercati finanziari globali hanno assistito a un notevole ridimensionamento dei guadagni per l'oro, il metallo prezioso per eccellenza, dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha rilasciato dichiarazioni più morbide riguardo alla questione della Groenlandia. Questo cambiamento di tono ha innescato una revisione del sentiment di mercato, riducendo la domanda di beni rifugio e spostando l'attenzione degli investitori verso asset più rischiosi ma potenzialmente più redditizi, come le azioni. La controversia sulla Groenlandia aveva inizialmente generato significative tensioni geopolitiche. La proposta di Trump di acquistare l'isola dalla Danimarca, prontamente rifiutata dal governo danese, aveva innescato una serie di eventi che includevano la cancellazione di una visita di stato. Questo scenario aveva alimentato l'incertezza politica e economica, spingendo gli investitori a cercare riparo nell'oro, che aveva toccato nuovi massimi storici a fronte di tali preoccupazioni. L'oro, tradizionalmente considerato un bene rifugio, tende a brillare nei periodi di instabilità, fungendo da protezione contro l'inflazione e le turbolenze del mercato. Tuttavia, la traiettoria del mercato ha subito una svolta significativa quando il presidente Trump ha ammorbidito la sua retorica. Non solo ha alleggerito il tono sulle sue pretese riguardo alla Groenlandia, ma ha anche annunciato di aver raggiunto le linee guida di un accordo con la NATO sul futuro dell'isola. Ancora più rilevante per i mercati, Trump ha ritirato la sua minaccia di imporre dazi su una serie di paesi europei, una mossa che molti analisti avevano collegato alle tensioni relative alla Groenlandia e a più ampie questioni commerciali. Questa distensione ha instillato un senso di calma sui mercati, diminuendo l'urgenza per gli investitori di detenere beni rifugio. In questo contesto, il prezzo dell'oro spot ha registrato un modesto aumento dello 0,3%, raggiungendo 4.778,51 dollari l'oncia, ma si è ritirato dal massimo record di 4.887,82 dollari toccato in precedenza durante la sessione. I futures sull'oro statunitensi con scadenza a febbraio, al contrario, hanno visto un aumento dell'1,5%, attestandosi a 4.837,50 dollari l'oncia. Parallelamente, i mercati azionari globali hanno registrato una ripresa, riflettendo la ridotta avversione al rischio e confermando il movimento di capitale dagli asset sicuri verso quelli più orientati alla crescita. Gli esperti di mercato hanno interpretato questi movimenti come reazioni a breve termine guidate dalle notizie. Bob Haberkorn, analista di mercato senior presso R.J.O. Futures, ha osservato che il ritiro delle minacce tariffarie europee ha “spinto i mercati azionari al rialzo, erodendo una parte significativa dei guadagni dell'oro e mettendo sotto pressione i metalli in generale”. Ha sottolineato che ciò che si è verificato è stato più una “ondata di liquidazione di posizioni guidata dalle notizie” piuttosto che un cambiamento fondamentale nella direzione complessiva del mercato. Questo suggerisce che, nonostante le fluttuazioni attuali, i fattori sottostanti che supportano l'attrattiva a lungo termine dell'oro potrebbero rimanere intatti. Infatti, l'oro aveva registrato guadagni consistenti nel periodo precedente, con un aumento del 64% nel corso del 2025 e un ulteriore incremento di circa l'11% dall'inizio del 2026. Questi dati, sebbene proiettati in un futuro prossimo, evidenziano la persistente percezione dell'oro come strumento di copertura in tempi di incertezza economica e politica. La sua capacità di mantenere valore durante periodi di inflazione, debolezza valutaria o turbolenze geopolitiche lo rende una componente cruciale di molti portafogli di investimento, soprattutto quando i rendimenti di altri asset sono compressi. Un sondaggio condotto da Reuters ha inoltre rafforzato la posizione dell'oro. La maggior parte degli economisti intervistati prevede che la Federal Reserve degli Stati Uniti manterrà il tasso di interesse chiave invariato per il trimestre in corso, e forse anche fino alla fine del mandato del presidente Jerome Powell a maggio. Un ambiente di tassi di interesse bassi è generalmente favorevole all'oro, poiché, non generando interessi, il suo costo opportunità diminuisce quando anche altri investimenti offrono rendimenti modesti. Ciò ne aumenta l'attrattiva relativa rispetto ad altre opzioni di investimento. Anche gli altri metalli preziosi hanno subito l'influenza del cambiamento di sentiment. L'argento spot è sceso del 3,6%, attestandosi a 91,17 dollari l'oncia, dopo aver toccato un picco record di 95,87 dollari nella sessione precedente. Sunny Kumari, analista di materie prime presso ANZ Bank, ha commentato che il raggiungimento di livelli a tre cifre per l'argento rimane una possibilità concreta dato lo slancio attuale, sebbene ciò possa essere accompagnato da significative correzioni e volatilità. Il platino è calato dello 0,1% a 2.460,20 dollari l'oncia, dopo aver registrato un massimo storico di 2.543,99 dollari all'inizio della giornata, mentre il palladio è sceso del 2,1% a 1.825.85 dollari l'oncia, dopo aver toccato il livello più alto in una settimana nelle prime negoziazioni. Questi movimenti coordinati tra i metalli preziosi sottolineano l'interconnessione e la sensibilità del settore alle dinamiche macroeconomiche e geopolitiche. In conclusione, sebbene le dichiarazioni di Trump sulla Groenlandia abbiano avuto un impatto immediato sui prezzi dell'oro e degli altri metalli preziosi, le loro prospettive a lungo termine continueranno ad essere modellate da fattori più ampi, inclusi gli sviluppi nelle relazioni commerciali globali, le politiche delle banche centrali e l'evoluzione degli scenari geopolitici. Gli investitori rimarranno vigili su questi elementi per calibrare le proprie strategie nel mercato dei metalli preziosi.

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