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Monday, 13 July 2026
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L'investitore di 'Big Short' Michael Burry lancia l'allarme sulla bolla dell'IA 'troppo grande per essere salvata'

Burry paragona l'attuale boom dell'IA a una 'mania', prevede

L'investitore di 'Big Short' Michael Burry lancia l'allarme sulla bolla dell'IA 'troppo grande per essere salvata'
عبد الفتاح يوسف
2026-01-21 20:53
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Stati Uniti - Agenzia stampa Ekhbary

Il celebre investitore Michael Burry, famoso per aver predetto con precisione il crollo della bolla immobiliare di metà anni 2000, ha lanciato un grave avvertimento riguardo al fiorente settore dell'intelligenza artificiale (IA). Burry, noto da 'The Big Short', ha descritto il boom dell'IA come una 'bolla troppo grande per essere salvata', che rappresenta una minaccia significativa per il mercato azionario e l'economia in generale. Le sue preoccupazioni sono state espresse in un post di martedì sera su X, dove ha manifestato scetticismo sulla capacità di qualsiasi governo di mitigare le ricadute.

La minaccia incombente di una bolla insalvabile

Burry ha scritto: "Il governo farà di tutto per salvare la bolla dell'IA, per salvare il mercato, per salvare l'economia. Il problema è troppo grande per essere salvato." Questa dichiarazione inquietante ha fatto seguito a un post di George Noble, ex gestore di hedge fund e assistente del leggendario investitore Peter Lynch presso Fidelity, il quale affermava: "OPENAI STA CROLLANDO IN TEMPO REALE." Noble ha evidenziato le numerose sfide che il creatore di ChatGPT deve affrontare, tra cui l'intensa concorrenza di rivali come Gemini 3 di Google, i costi operativi alle stelle, le perdite crescenti e una causa legale di alto profilo intentata da Elon Musk.

"Questo non è sorprendente e non finirà con OpenAI", ha risposto Burry su X, sottolineando che le immense somme "spese e prestate dalle aziende più ricche della Terra non compreranno abbastanza tempo, per la definizione stessa di mania." Burry, che alla fine dello scorso anno è passato dalla gestione di un hedge fund alla scrittura su Substack, aveva precedentemente criticato l'obiettivo di spesa "sognante" di OpenAI di 1.4 trilioni di dollari in otto anni, considerandolo finanziariamente insostenibile.

La scommessa dei giganti tecnologici e i paralleli storici

Nonostante la crescita dei ricavi annualizzati di OpenAI, passati da 2 miliardi di dollari nel 2023 a oltre 20 miliardi di dollari l'anno scorso, come rivelato dal suo responsabile finanziario, Burry ha costantemente tracciato paralleli tra l'azienda e le storie ammonitrici dell'era dot-com. All'inizio di dicembre, ha affermato: "OpenAI è la prossima Netscape, condannata e in perdita di denaro."

L'investitore contrarian, celebrato per le sue astute previsioni di mercato, ha anche espresso sorpresa per il fatto che la startup "abbia scatenato una corsa alle infrastrutture multimilionaria", indicando che avrebbe venduto allo scoperto OpenAI se fosse stata un'azienda pubblica. È degno di nota che le otto aziende pubbliche più quotate d'America — Nvidia, Alphabet, Apple, Microsoft, Amazon, Broadcom, Meta e Tesla — sono tutte giganti tecnologici fortemente investiti nell'IA. Ognuna vanta una capitalizzazione di mercato superiore a 1 trilione di dollari, e collettivamente sono valutate oltre 22 trilioni di dollari, sottolineando l'ampiezza dell'espansione del mercato guidata dall'IA.

Divisioni tra esperti e lezioni dalla storia

Gli esperti ricordano spesso l'intervento del governo federale per salvare le banche "troppo grandi per fallire" durante la crisi finanziaria del 2008. Quella decisione, pur impedendo un crollo più ampio, ha suscitato ampie critiche a causa del supporto limitato per le persone colpite. La valutazione attuale di Burry suggerisce che l'entità della bolla dell'IA potrebbe eclissare anche quella storica sfida, rendendola veramente 'insalvabile'.

Il boom dell'IA continua a dividere l'opinione degli esperti, con alcuni che lo considerano una vera rivoluzione tecnologica e altri un'euforia passeggera. Jeremy Grantham, un veterano investitore e storico delle bolle, ha recentemente dichiarato che "le probabilità che l'IA non scoppi sono scarse o nulle." Al contrario, la star di "Shark Tank" Kevin O'Leary e l'investitore tecnologico Ross Gerber hanno dichiarato a Portale Ekhbary lo scorso autunno di non essere preoccupati, sostenendo che l'IA stava superchargando la produttività e alimentando una rapida crescita. I prossimi mesi riveleranno quale prospettiva si dimostrerà vera.

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