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Oriana Sabatini, a un mese dal parto, rivela i dettagli della scelta del nome della figlia e le sfide della maternità in Italia
A un mese dall'evento che cambierà per sempre la sua vita, Oriana Sabatini, la rinomata cantante e attrice argentina, ha aperto il suo cuore, condividendo con il pubblico i dettagli più intimi e le riflessioni personali sull'ultimo tratto della sua gravidanza. La compagna del celebre calciatore Paulo Dybala ha offerto una prospettiva schietta e toccante sulle aspettative, le gioie e le difficoltà che accompagnano l'attesa della loro primogenita, svelando anche il processo emotivo e a tratti insolito che ha portato alla scelta del nome della bambina.
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Una delle rivelazioni più significative riguarda la scelta del luogo del parto. Oriana ha infatti confermato che la bambina nascerà in Italia, il paese che è diventato la loro casa a causa degli impegni professionali di Paulo Dybala nel calcio. Questa decisione, sebbene motivata da ragioni pratiche e affettive, non è stata priva di complessità. «Nascerà qui perché desidero un parto naturale, se possibile, e soprattutto perché voglio che il padre sia presente, e nel calcio non ci sono molti giorni liberi», ha spiegato Oriana, sottolineando il desiderio di condividere l'esperienza del parto con il suo compagno. Tuttavia, ha ammesso che l'idea iniziale di partorire in Italia non era la sua prima opzione. «Voglio averla qui per la presenza del padre, ma mi è costato molto accettare questa idea, perché quando si pianifica un parto è difficile sentirsi a proprio agio con persone che non parlano la tua lingua». Questo aspetto linguistico e culturale rappresenta una sfida non indifferente per chi si trova ad affrontare un momento così vulnerabile e delicato lontano dal proprio contesto abituale. «Starò spingendo e dovrò tradurre nella mia mente ciò che mi stanno dicendo», ha lamentato, esprimendo una preoccupazione legittima che molte donne espatriate possono comprendere.
La questione del nome della nascitura ha suscitato particolare curiosità. Oriana, pur non volendo rivelare il nome scelto, ha offerto alcuni indizi durante un'intervista per il programma streaming 'Resumido'. Ha escluso nomi che potessero essere troppo legati a personaggi iconici, come 'Hermione' dalla saga di Harry Potter, spiegando: «Hermione non mi piace perché è troppo legata a un'altra persona, non potrebbe avere la sua impronta personale». Questo denota un desiderio profondo di conferire alla figlia un'identità unica e inconfondibile. Ha poi rivelato che la decisione sul nome è stata presa il giorno stesso in cui ha scoperto di aspettare una bambina. «Il nome è stato deciso dal giorno in cui mi hanno detto che era una femmina, non ci avevo pensato prima, ma è un nome che mi piace da quando avevo 15 anni, non è che me ne fossi dimenticata, ma lo tenevo nel cassetto», ha raccontato. E quando la notizia del sesso è arrivata, la reazione è stata immediata: «E quando mi hanno detto che era una femmina, ho detto 'ovvio, non posso chiamarla in nessun altro modo'».
Interrogata sull'opinione di Paulo Dybala riguardo al nome, Oriana ha rivelato un approccio decisamente assertivo. «A Paulo ho comunicato come si chiamerà, ma non gliel'ho chiesto, perché sono io quella che ci mette il corpo», ha affermato con un sorriso, evidenziando la sua autonomia in questa scelta così personale. Ha anche scherzato sui suggerimenti di nomi proposti dal calciatore: «Inoltre, i nomi che mi passava lui li aveva visti cinque minuti prima in un video di Instagram», una critica affettuosa che rivela la dinamica giocosa della loro relazione. Nonostante ciò, Oriana ha espresso fiducia nelle capacità paterne di Dybala. «Lo vedo cambiare i pannolini, giocare, tranquillo», ha anticipato, dipingendo un quadro sereno e amorevole del futuro padre. Ha anche riflettuto sulla differenza tra l'esperienza maschile e femminile della gravidanza: «Noi donne dobbiamo vivere con i sintomi, attraversare tutto ciò che comporta una gravidanza, ma abbiamo nove mesi per assimilare tutto ciò che sta per accadere, e loro hanno solo pochi secondi».
Oriana ha poi elogiato la personalità del suo compagno, descrivendolo come un uomo pragmatico e positivo: «Lui è logico, va avanti, è sempre positivo, ci complementiamo molto, perché io vado sempre verso la catastrofe, il peggio». Questa complementarità sembra essere un pilastro della loro relazione, specialmente in un momento così delicato. «Ma lo vedo bene, spero che l'arrivo della bambina gli faccia bene», ha manifestato.
La cantante ha anche affrontato apertamente le sfide fisiche ed emotive della gravidanza, smentendo l'immagine spesso idealizzata di questo periodo. «Mentirei se dicessi di averla passata bene, io comunque sono molto catastrofica, vedo sempre il lato negativo in tutto», ha ammesso con sincerità. Pur ringraziando per non aver avuto una gravidanza medicalmente difficile, ha sottolineato l'intensità dei sintomi. «Per fortuna non ho avuto una gravidanza difficile, per fortuna non mi è successo nulla a livello medico, come dover stare a riposo per mesi senza muovermi, ma è stata molto sintomatica». Ha descritto un quadro di sintomi persistenti e debilitanti: «Ho ancora vomito, ho pubalgia, non riesco a muovermi, ci sono giorni in cui non riesco a camminare, è un dolore cronico e non sto esagerando», ha confessato, offrendo una testimonianza cruda e realistica della sua esperienza.
La sua riflessione sulla gravidanza si estende anche a una constatazione più ampia: «Ma bueno, scoprendo cose nuove del corpo, è incredibile già di per sé poter portare un essere umano dentro di sé, ma non viene senza costi, non mi sarei mai immaginata che fosse così, pensavo fosse più bello». Questa onestà è preziosa per normalizzare le difficoltà spesso taciute della gestazione. Ha anche dovuto interrompere l'allenamento fisico: «Ho dovuto smettere di allenarmi perché mi alzo e sto fino alle sei del pomeriggio con la nausea e vomitando». Nonostante le difficoltà, Oriana si prepara con emozione all'arrivo della sua famiglia da Roma, che la accompagnerà in questo tratto finale e durante il parto, offrendole il sostegno e il calore di cui avrà bisogno.
La storia di Oriana Sabatini è un promemoria potente che, al di là della fama e dello status di celebrità, l'esperienza della gravidanza è profondamente umana, complessa e ricca di sfumature, fatta di gioie immense, ma anche di sfide inaspettate. La sua apertura offre una voce a molte donne, permettendo loro di sentirsi comprese e meno sole nel loro percorso verso la maternità.