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Monday, 16 February 2026
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Perché i prezzi dell'oro e dell'argento sono crollati improvvisamente dopo i massimi record?

Un euforico rally dei metalli preziosi si è bruscamente inve

Perché i prezzi dell'oro e dell'argento sono crollati improvvisamente dopo i massimi record?
Matrix Bot
1 week ago
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Globale - Agenzia stampa Ekhbary

Perché i prezzi dell'oro e dell'argento sono crollati improvvisamente dopo i massimi record?

In una svolta sorprendente e inaspettata, i prezzi dell'oro e dell'argento, che avevano raggiunto nuovi massimi record proprio la scorsa settimana, hanno subito un crollo drammatico e improvviso. Quello che era iniziato come un euforico rally si è rapidamente trasformato in una rotta brusca e destabilizzante per la fiducia, lasciando gli investitori di tutto il mondo alla ricerca di risposte e gli analisti a sezionare le dinamiche di mercato sottostanti. L'Agenzia stampa Ekhbary si addentra nei molteplici fattori che sono confluiti per innescare questa brusca flessione delle valutazioni dei metalli preziosi.

L'oro, dopo aver raggiunto un massimo record superiore a 5.580 dollari (4.705 euro) l'oncia giovedì, ha subito il suo calo più ripido in un solo giorno da anni venerdì, scendendo di circa il 9%. La svendita non si è fermata lì; entro lunedì, il calo si era approfondito, con il metallo che ha perso un altro 3,3% a 4.545 dollari l'oncia prima di mostrare segni di ripresa. Questa brusca inversione è arrivata subito dopo che il metallo prezioso aveva raggiunto picchi senza precedenti.

Il rally che ha preceduto il crollo è stato alimentato da diverse forze potenti. In primo luogo, gli investitori si erano riversati sugli asset rifugio in mezzo a persistenti preoccupazioni per l'inflazione ostinata nelle principali economie e per l'escalation delle tensioni geopolitiche. Queste includevano i legami commerciali tra Stati Uniti e Cina, le ambizioni dell'allora presidente degli Stati Uniti Donald Trump in Groenlandia, la guerra della Russia in Ucraina e il ruolo dell'Iran nei conflitti regionali. I mercati finanziari hanno anche reagito alle diffuse aspettative di imminenti tagli dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve statunitense. Una tale mossa di solito indebolisce il dollaro, aumentando così la domanda di oro in quanto diventa più economico per i detentori di altre valute. Inoltre, una significativa ondata di acquisti di opzioni call – contratti che danno ai trader il diritto di acquistare prodotti finanziari come l'oro a un prezzo futuro stabilito – ha contribuito allo slancio al rialzo. Questa attività ha costretto i venditori di opzioni ad acquistare il metallo fisico per coprirsi da potenziali perdite, creando un ciclo di auto-rafforzamento che ha spinto i prezzi ancora più in alto.

L'argento, nel frattempo, ha messo in atto un proprio rally inaspettato la scorsa settimana, raggiungendo un record di 121,64 dollari l'oncia giovedì prima di crollare di quasi un terzo poco dopo. Entro lunedì, era sceso di circa il 41% in totale a circa 72 dollari prima di iniziare la propria ripresa. L'estremo rally dell'argento è stato in gran parte spinto dal trading speculativo e da aspettative inaspettatamente robuste per la domanda industriale, poiché il metallo è sempre più vitale nell'elettronica, nell'intelligenza artificiale (AI) e nella produzione di energia pulita. In Cina, una corsa di denaro speculativo ha ulteriormente inasprito l'offerta di argento domestica, esacerbando l'impennata dei prezzi.

Il brusco cambiamento nel sentimento dei prezzi, tuttavia, è derivato principalmente da due annunci critici che hanno alterato fondamentalmente le percezioni del mercato e innescato vendite forzate diffuse. In primo luogo, la nomina di Kevin Warsh da parte di Donald Trump a prossimo presidente della Federal Reserve venerdì si è rivelata un momento cruciale. Warsh, pronto a succedere a Jerome Powell alla guida della banca centrale statunitense, era ampiamente percepito come una voce pragmatica e indipendente con una notevole esperienza nella gestione delle crisi economiche. I mercati hanno interpretato questa selezione come una scelta più ortodossa, segnalando una ridotta probabilità che la Fed cedesse agli appelli della Casa Bianca per tagli drastici e immediati dei tassi di interesse – richieste che Trump aveva ripetutamente rivolto a Powell. La nomina di Warsh ha immediatamente spinto il dollaro statunitense al rialzo, contrastando nettamente con le precedenti scommesse di molti investitori secondo cui l'amministrazione Trump avrebbe tollerato una valuta più debole. Tra la rosa dei candidati alla presidenza della Fed, i trader consideravano Warsh il più falco sull'inflazione, elevando così le aspettative di una politica monetaria più restrittiva. Una tale politica rafforzerebbe il dollaro ed eserciterebbe una pressione al ribasso sull'oro, che è denominato in dollari.

In secondo luogo, durante il fine settimana, il Chicago Mercantile Exchange (CME), il principale luogo in cui i futures su oro e argento sono fortemente negoziati tramite COMEX (Commodity Exchange, Inc.), ha aumentato significativamente i suoi requisiti di margine. Questi requisiti rappresentano il collaterale minimo che i trader devono mantenere per le loro posizioni con leva o finanziate a debito. L'annuncio del CME è stato un tentativo deliberato di frenare l'eccessiva assunzione di rischi e garantire una più ampia stabilità del mercato. La velocità e la portata della successiva svendita in entrambi i metalli preziosi hanno scosso i trader, provocando un rapido scioglimento delle posizioni con leva e un netto ritiro dell'appetito complessivo per il rischio.

Tony Sycamore, analista di mercato di IG, ha dichiarato all'agenzia di stampa Reuters: "La portata dello scioglimento che si sta verificando oggi nell'oro è qualcosa a cui non ho assistito dai giorni bui della crisi finanziaria globale del 2008". Questo sentimento sottolinea la gravità della reazione del mercato. Dopo il crollo di Lehman Brothers nel 2008, l'oro inizialmente è crollato di oltre un quarto dal suo picco vicino ai 1.000 dollari a un minimo di circa 700 dollari l'oncia. Tuttavia, il metallo si è poi ripreso con forza, riaffermando il suo ruolo di asset rifugio mentre le banche centrali globali lanciavano massicce misure di stimolo economico. Questo recente calo serve da monito per la complessa interazione tra i cambiamenti di politica monetaria, gli eventi geopolitici e le forze speculative del mercato, evidenziando la volatilità intrinseca e la natura imprevedibile dei mercati delle materie prime.

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