Iraq - Agenzia stampa Ekhbary
Nuovo attacco aereo all'ambasciata statunitense a Baghdad
L'ambasciata degli Stati Uniti nella capitale irachena, Baghdad, è stata colpita da un nuovo attacco aereo iraniano nelle prime ore di martedì 17 marzo 2026. Fonti della sicurezza irachena hanno descritto l'assalto, che ha coinvolto razzi e almeno cinque droni, come il più intenso dall'inizio della guerra tra Stati Uniti e Israele contro l'Iran. Non sono state segnalate vittime, ma l'entità dei danni materiali al complesso diplomatico è ancora in fase di valutazione.
Testimoni oculari citati da Reuters hanno riferito che almeno un drone ha raggiunto il perimetro dell'ambasciata, provocando l'emissione di fumo e fiamme dall'edificio. Questo attacco segue un incidente simile avvenuto sabato scorso, dove un attacco di drone aveva causato fumo e fuoco visibili dall'edificio dell'ambasciata.
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Dalla sua posizione all'interno della Zona Verde fortificata, l'ambasciata statunitense ha osservato l'attività del suo sistema di difesa aerea C-RAM, che ha tentato di intercettare quelli che sono stati segnalati come almeno cinque droni. I media internazionali hanno indicato che il sistema di difesa ha abbattuto con successo due dei droni in arrivo, mentre un terzo è riuscito a penetrare nel perimetro dell'ambasciata. Un testimone ha visto almeno tre droni dirigersi verso l'ambasciata. Il sistema C-RAM ne ha abbattuti due, mentre un terzo ha colpito l'interno del complesso dell'ambasciata, da dove si potevano vedere fuoco e fumo, secondo il testimone. Un altro testimone di Reuters ha riferito di aver udito un'esplosione nella capitale irachena.
Questo incidente sottolinea un periodo di accresciute tensioni e preoccupazioni per la sicurezza in Iraq. L'ambasciata statunitense aveva già emesso un nuovo avvertimento ai cittadini americani lunedì, tramite il suo account X (ex Twitter), esortandoli a "lasciare immediatamente l'Iraq a causa degli attacchi ricorrenti da parte di milizie terroristiche allineate con l'Iran contro gli interessi americani". Questo avvertimento fa parte di una serie di allerte emesse dall'11 marzo, a seguito di un attacco missilistico che aveva colpito l'eliporto dell'ambasciata. L'ambasciata aveva precedentemente emesso un avviso di viaggio di livello 4 "Non viaggiare", chiuso il suo spazio aereo ed evacuato il personale non essenziale.
Nel frattempo, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, parlando in una conferenza stampa alla Casa Bianca, ha ribadito la sua affermazione che la guerra contro l'Iran finirà "presto", pur escludendo la possibilità di una conclusione entro la settimana in corso. Il presidente Trump ha anche affermato che, dall'inizio dell'operazione denominata 'Epic Fury' dal Pentagono il 28 febbraio, gli Stati Uniti hanno neutralizzato la marina, l'aeronautica e la struttura di comando iraniana.
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Questo ultimo attacco alla missione diplomatica statunitense a Baghdad esacerba le preoccupazioni regionali e sottolinea la precarietà della situazione della sicurezza in Iraq. Il ripetuto attacco a strutture diplomatiche costituisce una palese violazione delle norme internazionali e aumenta la pressione sugli attori internazionali affinché affrontino le cause profonde del conflitto e promuovano la stabilità nella regione. La persistente volatilità solleva questioni critiche sul futuro delle relazioni tra Stati Uniti e Iran e sulla capacità di Baghdad di mantenere la propria sovranità di fronte a crescenti aggressioni esterne.