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Antico Regno Sudamericano Prosperava Grazie al Guano: Nuova Ricerca Rivela

La civiltà pre-Inca del Perù utilizzava gli escrementi degli

Antico Regno Sudamericano Prosperava Grazie al Guano: Nuova Ricerca Rivela
7dayes
10 hours ago
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Perù - Agenzia stampa Ekhbary

Antico Regno Sudamericano Prosperava Grazie al Guano: Nuova Ricerca Rivela

Uno studio rivoluzionario sta gettando nuova luce sulle ingegnose pratiche agricole dell'antica America del Sud, rivelando che una civiltà nella Valle di Chincha del Perù sfruttava la potenza degli escrementi degli uccelli marini, noti come guano, per fertilizzare i propri raccolti secoli prima dell'ascesa del potente Impero Inca. I risultati, pubblicati l'11 febbraio sulla rivista PLOS One, suggeriscono che questo sofisticato uso di fertilizzanti naturali fosse in pratica almeno dal 1250, sottolineando il ruolo vitale di una gestione avanzata del suolo nello sviluppo di società complesse.

Le Isole Chincha, un trio di isole situate a circa 13 miglia dalla costa del Perù, sono rinomate per i loro vasti depositi montuosi di guano. Questa sostanza ricca di nutrienti, formata dall'accumulo dei rifiuti degli uccelli marini nel corso dei secoli, è eccezionalmente ricca di azoto, il che la rende un fertilizzante molto apprezzato. Il suo immenso valore è stato riconosciuto non solo dai popoli antichi, ma anche nei secoli successivi, quando ha alimentato importanti sviluppi economici e geopolitici. Alla fine del 1800, la domanda di guano, soprannominato "oro bianco", ha giocato un ruolo nell'espansione imperiale degli Stati Uniti, poiché le nazioni cercavano di controllare queste preziose risorse.

Tuttavia, la nuova ricerca sottolinea che l'importanza del guano come risorsa agricola precede di gran lunga il suo impatto sulla geopolitica del XIX secolo. Lo studio, guidato dall'archeologa ambientale Emily Milton del Museo Nazionale di Storia Naturale della Smithsonian Institution, ha analizzato i rapporti isotopici di carbonio, azoto e zolfo nelle antiche pannocchie di mais recuperate dalla Valle di Chincha. Questa tecnica consente agli scienziati di dedurre le fonti alimentari e le condizioni ambientali associate agli organismi antichi.

"Le origini della fertilizzazione sono importanti perché la gestione del suolo che consente la produzione di raccolti su larga scala sarebbe stata fondamentale per consentire la crescita della popolazione" e il successivo sviluppo delle reti commerciali, spiega Milton. La capacità di coltivare in modo affidabile grandi quantità di cibo era fondamentale per sostenere popolazioni più numerose e promuovere economie specializzate. Questa comprensione aggiunge un livello cruciale alla nostra conoscenza della civiltà della Valle di Chincha, che era nota per essere una ricca entità politica costiera con scambi e interazioni estese con i gruppi vicini.

Jordan Dalton, archeologa presso la State University of New York a Oswego, che studia la regione ma non è stata coinvolta nella ricerca attuale, ha commentato l'importanza di questi risultati. "Sappiamo che erano un'entità politica costiera ricca – avevano interazioni, commerciavano e competevano con i loro vicini – ma non comprendiamo veramente la natura di quelle relazioni sociali e quali tipi di beni stessero commerciando", ha osservato. "C'è molto che dobbiamo colmare per capire veramente." Il nuovo studio fornisce un pezzo tangibile di quel puzzle, illuminando un aspetto chiave della loro abilità agricola.

L'analisi isotopica impiegata nello studio, pur essendo uno strumento archeologico standard, è stata applicata in modo innovativo concentrandosi sugli isotopi dello zolfo nei materiali vegetali, un approccio meno comune rispetto alla sua applicazione sulle ossa animali. L'interpretazione delle firme isotopiche da parte del team, corroborata dalla presenza di iconografia di uccelli marini nell'arte e negli artefatti regionali, suggerisce fortemente l'applicazione deliberata di fertilizzanti di origine marina a colture terrestri entro il 1250.

Dalton ha ulteriormente elaborato il valore unico del guano: "Ci sono ovviamente diversi tipi di fertilizzanti che si possono usare, ma il guano è il migliore dei migliori perché è così ricco di azoto." Ha espresso interesse per lavori futuri che esplorino come un accesso differenziato a questa preziosa risorsa possa aver contribuito ai diversi livelli di prosperità e potere tra le varie comunità della regione.

Oltre alla Valle di Chincha, questa ricerca ha implicazioni per studi archeologici più ampi. Gli scienziati spesso utilizzano l'analisi isotopica per ricostruire le diete antiche, distinguendo tra fonti alimentari marine e terrestri in base alle loro distinte firme chimiche. Tuttavia, la fertilizzazione di colture terrestri con guano marino può creare un "falso segnale marino" nella composizione isotopica dei prodotti alimentari terrestri. Come spiega Milton: "Quando le persone iniziano ad aggiungere guano di uccelli marini alle colture, ciò crea una sorta di falso segnale marino nei prodotti alimentari terrestri." Questo fenomeno potrebbe potenzialmente portare a interpretazioni errate negli studi dietetici, in cui animali terrestri potrebbero sembrare aver consumato risorse marine basandosi solo sui dati isotopici.

Lo studio rappresenta un progresso significativo nella comprensione delle antiche tecnologie agricole e dei loro impatti sociali. Sottolinea come l'ingegnosità e l'innovazione abbiano permesso alle civiltà antiche di superare i limiti ambientali, costruire società complesse e prosperare per secoli. L'eredità dell'"oro bianco" continua ad arricchire la nostra comprensione della storia umana e del nostro rapporto con il mondo naturale.

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