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Sunday, 22 February 2026
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Arteta rifiuta l'etichetta di 'perdenti' tra le difficoltà dell'Arsenal nella corsa al titolo

Il manager dell'Arsenal, Mikel Arteta, insiste sulla fiducia

Arteta rifiuta l'etichetta di 'perdenti' tra le difficoltà dell'Arsenal nella corsa al titolo
7DAYES
7 hours ago
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Regno Unito - Agenzia stampa Ekhbary

Arteta rifiuta l'etichetta di 'perdenti' tra le difficoltà dell'Arsenal nella corsa al titolo

Nel pieno di un'accesissima corsa al titolo di Premier League, l'Arsenal e il manager Mikel Arteta si ritrovano ancora una volta ad affrontare un'ondata di intenso scrutinio e accuse familiari. Il recente e frustrante pareggio per 2-2 contro il Wolverhampton Wanderers, che ha visto i Gunners sciupare un vantaggio di due gol, ha riacceso le voci sulla loro tenuta mentale nei momenti critici. Tuttavia, Arteta ha pronunciato una ferma smentita, respingendo inequivocabilmente l'etichetta di 'perdenti' che ha iniziato a circolare nei media e tra i tifosi, affermando con forza che la parola 'non fa parte del suo vocabolario' e non riflette in alcun modo lo spirito della sua squadra.

Il pareggio al Molineux è stato più di una semplice perdita di due punti; ha consegnato un'iniziativa significativa ai rivali diretti per il titolo, il Manchester City. Se la formidabile squadra di Pep Guardiola riuscirà a vincere tutte le restanti 12 partite – una serie che include un confronto cruciale contro l'Arsenal all'Etihad ad aprile – sarà incoronata campione. Sebbene l'Arsenal mantenga un vantaggio di cinque punti in testa alla classifica, ha giocato una partita in più rispetto al City, esercitando un'immensa pressione psicologica sui giocatori e sullo staff tecnico. Questa dinamica richiama inevitabilmente dolorosi confronti con la scorsa stagione, dove l'Arsenal ha guidato la lega per un lungo periodo solo per cedere nel tratto finale, consegnando infine il titolo al Manchester City.

Affrontando queste rinnovate affermazioni, Arteta ha sottolineato l'importanza di rispettare le opinioni individuali, ma ha insistito sul fatto che le intenzioni all'interno della sua squadra sono ben lontane da tale negatività. «È un'opinione individuale, e devi rispettarla», ha dichiarato Arteta. «Perdi due punti contro il Wolves nel modo in cui si è svolta la partita, e devi accettarlo. Questo è tutto. Fa parte del nostro ruolo. Ma non fa parte del mio vocabolario e non la vedo così perché non credo che nessuno voglia farlo di proposito. Non userei quella parola.» Queste osservazioni racchiudono la sua filosofia di leadership, che privilegia la responsabilità collettiva e un'implacabile attenzione all'azione positiva, evitando narrazioni autodistruttive.

Arteta si è anche assunto la piena responsabilità per eventuali cali di prestazioni della squadra, sottolineando il suo impegno incrollabile a non additare mai i singoli giocatori. Ha aggiunto: «Quando non siamo stati all'altezza dei nostri standard, me ne assumo la piena responsabilità. Non credo di aver mai puntato il dito contro un singolo giocatore o la squadra. Posso parlare di standard, sì, e nel secondo tempo [contro il Wolves] non eravamo all'altezza dei nostri standard, il che è normale quando giochiamo un numero così elevato di partite, ma se c'è qualcuno responsabile, quello sono io.» Questa trasparenza e la prontezza ad assumersi la responsabilità rafforzano ulteriormente la sua posizione di figura rispettata per il club.

Nonostante le sfide in campionato, l'Arsenal continua a dimostrare una forma formidabile nelle competizioni di coppa. Hanno superato con successo la fase a gironi e si sono qualificati per la finale della Carabao Cup del prossimo mese e hanno raggiunto le fasi a eliminazione diretta della Champions League, avendo vinto in modo impressionante tutte e otto le partite del loro gruppo – una testimonianza della loro bravura europea. Inoltre, sono i grandi favoriti per raggiungere i quarti di finale di FA Cup, con un match del quinto turno contro il Mansfield in programma a marzo. Questa intrigante dicotomia tra le loro difficoltà in campionato e i successi in coppa solleva interrogativi sulla loro capacità di mantenere lo slancio su tutti i fronti.

Con l'attesissimo derby del Nord di Londra contro il Tottenham Hotspur in programma questa domenica, la posta in gioco non potrebbe essere più alta. Questa partita non riguarda solo la conquista di tre punti; rappresenta un test cruciale del carattere della squadra e della loro capacità di esibirsi sotto un'immensa pressione. Il potenziale ritorno dei centrocampisti chiave Martin Ødegaard e Kai Havertz, entrambi assenti contro il Wolves a causa di un infortunio, fornirebbe senza dubbio un significativo impulso sia in termini di morale che di opzioni tattiche. Arteta, cautamente ottimista, ha osservato: «Dobbiamo aspettare fino a domani, ma c'è una grande possibilità che siano disponibili.»

In conclusione, Arteta ha ribadito la sua incrollabile convinzione di vivere nel presente e di abbracciare il futuro con positività. «Abbiamo un'istruzione molto chiara. Dobbiamo vivere nel presente, e il presente è bellissimo. Siamo esattamente dove vogliamo essere in ogni competizione. Quindi, mantenendo la calma, tenendo gli occhi aperti, le orecchie aperte e capendo ciò di cui i giocatori hanno bisogno per dare il meglio di sé. Quello che ho visto [dai giocatori] è una reazione straordinaria. E non sono affatto sorpreso. Quello che mi interessa molto è il prossimo capitolo, di cosa siamo fatti e come scriviamo il nostro destino da qui in avanti.» La sfida per l'Arsenal rimane formidabile, ma la ferma convinzione di Arteta nella sua squadra suggerisce che sono pronti per le decisive battaglie che li attendono.

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