Stati Uniti - Agenzia stampa Ekhbary
L'America dimostra una resilienza superiore alle previsioni pessimistiche. L'uso eccessivo di analogie estreme, come il paragone con Hitler o il Nazismo, spesso indica una perdita di lucidità nell'analisi politica. A queste si aggiunge ora l'argomento "ad Orbánum", che vedeva nell'amministrazione Trump una somiglianza con il modello autoritario e corrotto di Viktor Orbán. L'idea che la "democrazia illiberale" ungherese fosse destinata a prevalere negli Stati Uniti appare ora vacua, soprattutto dopo la netta sconfitta elettorale di Orbán in Ungheria.
I dittatori efficaci raramente perdono elezioni, e quando ciò accade, tendono a rifiutare il risultato per mantenere il potere. Orbán, pur criticabile per il suo operato illiberale, non ha mai intrapreso azioni repressive estreme tipiche dei regimi fascisti. La sua figura è stata piuttosto quella di un populista cinico, corrotto e privo di scrupoli. Per gli "americanisti", studiosi della storia e delle istituzioni statunitensi, l'ottimismo riguardo al futuro del paese rimane più fondato rispetto ai "comparativisti" focalizzati sull'Europa. La storia americana, pur segnata da oscurità come la schiavitù e le discriminazioni, rivela anche una capacità di progresso e resilienza, come testimoniato dalle lotte per i diritti civili.
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