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Wednesday, 04 February 2026
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Guardiola promette di parlare dei conflitti globali: 'Mi fa male'

L'allenatore del Manchester City esprime profonda angoscia p

Guardiola promette di parlare dei conflitti globali: 'Mi fa male'
Matrix Bot
8 hours ago
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Regno Unito - Agenzia stampa Ekhbary

Guardiola promette di parlare dei conflitti globali: 'Mi fa male'

Pep Guardiola, l'stimato allenatore dei giganti della Premier League Manchester City, ha assunto un impegno forte e inequivocabile: utilizzare la sua influente posizione per denunciare i conflitti globali e le profonde sofferenze umane che essi comportano. In una conferenza stampa tenutasi prima della partita di ritorno cruciale della semifinale di Carabao Cup della sua squadra contro il Newcastle, Guardiola ha articolato il profondo "dolore" che prova per le vittime di queste diffuse crisi umanitarie, segnalando una chiara intenzione di trascendere i tipici confini della gestione sportiva.

Questa non è la prima volta che Guardiola si impegna pubblicamente su questioni socio-politiche sensibili. Proprio lo scorso venerdì, l'allenatore spagnolo ha notevolmente saltato i doveri mediatici dopo aver partecipato a un concerto di beneficenza nella sua nativa Barcellona, dove ha parlato a sostegno dei bambini palestinesi. Questo precedente impegno ha posto le basi per le sue ultime osservazioni, sottolineando una crescente determinazione a prestare la sua voce a cause che vanno oltre il campo di calcio.

Durante la conferenza stampa, Guardiola ha parlato con palpabile passione della difficile situazione dei bambini uccisi e feriti nelle zone di conflitto in tutto il mondo. Ha affermato che le immagini a cui assiste quotidianamente "mi fanno male" profondamente. I suoi riferimenti erano ampi, comprendendo i conflitti in Palestina, Ucraina e Sudan, e persino estendendosi alle recenti sparatorie che hanno coinvolto gli agenti dell'Immigration and Customs Enforcement (ICE) negli Stati Uniti. Questa portata globale evidenzia la sua visione della sofferenza come una preoccupazione umana universale, indipendentemente dal contesto geografico o politico.

"Oggi possiamo vederlo, prima non potevamo vederlo", ha affermato Guardiola, riflettendo sulla natura pervasiva dei media moderni. "Mi fa male. Se fosse stata la parte opposta, mi avrebbe fatto male. Mi dispiace, mi alzerò, sarò sempre lì. Sempre. Uccidere completamente migliaia di persone innocenti? Mi fa male. Non è più complicato di così. Non di più." Le sue parole trasmettono un principio morale irremovibile: la sofferenza umana non dovrebbe essere compartimentata o ignorata in base all'identità delle vittime o degli aggressori.

Ha inoltre sfidato l'indifferenza sociale, ponendo una domanda retorica: "Non riesco a immaginare come nessuno possa non sentirlo, quando vedi le immagini ogni singolo giorno, i padri, le madri, i bambini, ciò che è successo, le loro vite distrutte e la gente non può sentirsi un po' legata? Mi dispiace, non riesco a sentirlo." Questo appassionato appello all'empatia globale sottolinea la convinzione di Guardiola che l'esperienza condivisa del dolore dell'umanità dovrebbe trascendere le divisioni politiche.

Quando interrogato da The Athletic sul significato personale di questi argomenti, Guardiola ha risposto con un'osservazione toccante: "Lo apprezzo perché è la prima volta in 10 anni che un giornalista me lo chiede." Ha poi aggiunto, con un pizzico di critica rivolta al panorama mediatico: "Sembra che a voi [i media] non sia permesso farlo per il vostro lavoro, non lo so." Questa dichiarazione fa luce sui presunti vincoli che i giornalisti potrebbero affrontare nell'affrontare determinati argomenti, potenzialmente indicando autocensura o pressioni esterne all'interno del settore.

Concludendo i suoi pensieri sull'argomento, ha osservato: "Ma c'è qualcuno che vede le immagini da tutto il mondo - le guerre - che non è influenzato? Non è una questione di giusto o sbagliato." Qui, Guardiola sottolinea che una risposta umanitaria alla sofferenza è una reazione umana intrinseca, non una posizione politica che richiede giustificazione.

Stranamente, Guardiola ha avviato questa discussione sui problemi globali senza essere direttamente sollecitato. Le domande iniziali durante la conferenza stampa si sono concentrate sulla recente forma di Phil Foden e una successiva domanda sulle ingiustizie che i suoi giocatori sentivano da parte degli ufficiali di gara dopo un pareggio per 2-2 contro il Tottenham. Guardiola aveva respinto la colpa dell'arbitro, affermando che la responsabilità della prestazione "appartiene a noi" e le decisioni riguardano le "immagini" non l'"interpretazione". Il suo rapido passaggio ai conflitti globali dimostra la profonda importanza personale che attribuisce a queste questioni, scegliendo di usare la sua piattaforma per affrontare ciò che considera preoccupazioni più urgenti.

Collegando il micro-mondo del calcio ai macro-eventi globali, l'allenatore spagnolo ha dichiarato: "Mai, mai nella storia dell'umanità abbiamo avuto le informazioni davanti ai nostri occhi vedendo più chiaramente di adesso - genocidio in Palestina, quello che è successo in Ucraina, quello che è successo in Russia, quello che è successo in tutto il mondo - in Sudan, ovunque." Ha concluso con un netto invito all'azione: "Quello che è successo davanti a noi? Volete vederlo? Sono i nostri problemi come esseri umani. Sono i nostri problemi." Queste parole potenti sottolineano una responsabilità umana condivisa di riconoscere e affrontare le atrocità globali.

Vale la pena notare che Israele è stato accusato di aver commesso genocidio contro i palestinesi in un rapporto delle Nazioni Unite l'anno scorso, un'accusa che Israele ha vehementemente respinto. Nonostante le sensibilità politiche e le complessità che circondano questi conflitti, la posizione di Guardiola rimane radicata in una pura preoccupazione umanitaria, affermando che l'empatia per le vittime è un imperativo umano universale piuttosto che una dichiarazione politica di parte. La sua volontà di esprimersi lo posiziona come una voce significativa tra le figure pubbliche che promuovono la consapevolezza e la compassione globali.

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