Iran - Agenzia stampa Ekhbary
Guerra in Iran: Chi è Mojtaba Khamenei, la nuova Guida Suprema al centro delle tensioni regionali?
La Repubblica Islamica dell'Iran è entrata in una nuova era politica con la designazione di Mojtaba Khamenei come nuova Guida Suprema. Questo annuncio, fatto domenica, fa seguito alla morte di suo padre, l'Ayatollah Ali Khamenei, e di sua moglie, Zahra Haddad-Adel, uccisi il 28 febbraio in attacchi attribuiti alle forze americane e israeliane, secondo le autorità iraniane. Mojtaba Khamenei, 56 anni, eredita così la posizione più potente del paese, un ruolo che combina autorità religiosa e supremazia politica, e che arriva in un contesto di esacerbate tensioni regionali e intense speculazioni sul futuro della nazione e il suo ruolo nella geopolitica regionale.
Il nome di Mojtaba circolava da molti anni come potenziale successore, nonostante le smentite di suo padre nel 2024. Nato l'8 settembre 1969 nella città santa di Mashhad, è uno dei sei figli dell'ex Guida Suprema ed era l'unico a ricoprire una posizione pubblica, sebbene non ufficiale, all'interno dell'apparato statale. La sua leggendaria discrezione ha sempre alimentato le voci sull'estensione della sua vera influenza, presentandolo spesso come il «vero capo» che opera dietro le quinte nell'ufficio di suo padre, nel cuore del potere iraniano. Questa immagine di un uomo nell'ombra, che tira le fila, ha contribuito a forgiare un'aura di mistero intorno alla sua persona, sia all'interno della popolazione iraniana che nei circoli diplomatici internazionali.
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Mojtaba Khamenei è ampiamente percepito come un conservatore intransigente, in particolare a causa dei suoi profondi legami con il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC), l'esercito ideologico del regime. Il suo coinvolgimento militare risale alla guerra Iran-Iraq (1980-1988), dove ha servito in un'unità combattente, stringendo relazioni durature e legittimità all'interno dell'establishment militare. Queste connessioni sono cruciali nel panorama politico iraniano, dove le Guardie esercitano un'influenza considerevole su tutti gli aspetti della società, dall'economia alla sicurezza nazionale.
La comunità internazionale ha reagito con cautela tinta di preoccupazione a questa successione. L'allora presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, aveva espresso pubblicamente la sua opposizione a una tale eventualità nel 2019, sostenendo addirittura di essere stato «coinvolto» nella scelta della nuova Guida Suprema, e dichiarando che non avrebbe accettato l'ascesa al potere del figlio di Ali Khamenei. Il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti aveva anche imposto sanzioni a Mojtaba nel 2019, descrivendolo come un individuo che rappresentava ufficialmente la Guida Suprema nonostante l'assenza di qualsiasi elezione o nomina ufficiale a una carica governativa, e sottolineando che suo padre gli aveva delegato parte delle sue responsabilità. Secondo i servizi di intelligence statunitensi, Mojtaba avrebbe lavorato a stretto contatto con il comandante della Forza Quds – l'unità di operazioni esterne delle Guardie – nonché con le forze paramilitari Basij, per promuovere le ambizioni regionali destabilizzanti di suo padre e i suoi obiettivi repressivi interni. Accuse mosse dagli oppositori iraniani gli attribuiscono anche un ruolo centrale nella violenta repressione del movimento di protesta che seguì la controversa rielezione del presidente ultraconservatore Mahmoud Ahmadinejad nel 2009, eventi che segnarono una svolta nel rapporto tra il regime e una parte della sua popolazione.
Al di là delle sue affiliazioni politiche e militari, Mojtaba Khamenei ha anche un significativo background religioso. Ha studiato teologia nella città santa di Qom, a sud di Teheran, un centro vitale dello sciismo, dove ha anche insegnato. Ha raggiunto il rango di Hojjatoleslam, un titolo onorifico per i chierici di rango intermedio, sebbene questo rango sia inferiore a quello di Ayatollah detenuto da suo padre e dal fondatore della Repubblica Islamica, Ruhollah Khomeini. Questa posizione religiosa, combinata con la sua influenza politica, lo colloca in una complessa linea di potere e autorità.
I rapporti sulla sua ricchezza personale aggiungono un altro strato al suo profilo. Un'indagine di Bloomberg aveva rivelato che Mojtaba Khamenei si era notevolmente arricchito creando una vasta rete di società di comodo offshore. Queste accuse di corruzione, frequenti nelle critiche contro l'élite iraniana, sollevano interrogativi sulla trasparenza e la governance all'interno del regime.
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La morte di Ali Khamenei e di sua moglie, così come l'avvertimento del Ministro della Difesa israeliano Israel Katz secondo cui qualsiasi successore sarebbe diventato «un bersaglio», sottolineano la volatilità della situazione. La transizione di potere in Iran è un momento critico, non solo per la stabilità interna del paese, ma anche per l'equilibrio di potere in Medio Oriente. La nuova Guida Suprema dovrà navigare tra le pressioni interne di una popolazione spesso insoddisfatta, le sfide economiche poste dalle sanzioni internazionali e le minacce esterne in una regione già afflitta da molteplici conflitti. Il modo in cui Mojtaba Khamenei eserciterà il suo potere determinerà in gran parte la traiettoria futura dell'Iran sulla scena mondiale.