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Sunday, 15 February 2026
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L'Apertura Strategica del Canada alla Cina: Navigare la Revisione dell'USMCA e le Pressioni Globali

Le recenti aperture di Ottawa a Pechino sono una mossa calco

L'Apertura Strategica del Canada alla Cina: Navigare la Revisione dell'USMCA e le Pressioni Globali
Ekhbary
3 days ago
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Canada - Agenzia stampa Ekhbary

L'Apertura Strategica del Canada alla Cina: Navigare la Revisione dell'USMCA e le Pressioni Globali

In una mossa che sottolinea l'intricata camminata sul filo del rasoio della diplomazia moderna, il Canada ha recentemente intensificato il suo impegno con la Cina, una decisione che ha attirato l'attenzione internazionale, in particolare nel contesto della prossima revisione dell'Accordo Stati Uniti-Messico-Canada (USMCA). Lungi dal segnalare un pivot geopolitico lontano dal suo più stretto alleato, gli Stati Uniti, l'approccio calcolato di Ottawa è meglio compreso come un esercizio pragmatico di gestione del rischio, guidato da imperativi economici e dal desiderio di resilienza della catena di approvvigionamento in mezzo a crescenti incertezze globali.

La relazione economica tra Canada e Cina è sostanziale, con Pechino che rappresenta il secondo partner commerciale del Canada. Sebbene l'ultimo decennio abbia visto significative frizioni politiche, inclusa la detenzione di alto profilo di due canadesi e le continue dispute sui diritti umani e le pratiche commerciali, le realtà economiche sottostanti impongono una continua interazione. I prodotti agricoli, le risorse naturali e i beni manifatturieri canadesi trovano un vasto mercato in Cina, rendendo il disimpegno una proposta costosa. Questo imperativo economico costituisce la base della strategia di impegno del Canada, soprattutto perché cerca di diversificare le sue relazioni commerciali al di là dell'influenza dominante del suo vicino meridionale.

L'imminente revisione sessennale dell'USMCA, un accordo fondamentale per la prosperità economica del Canada, aggiunge un altro livello di complessità a questa dinamica. L'USMCA, che ha sostituito il NAFTA, include una controversa clausola di "economia non di mercato" (Articolo 32.10) che concede effettivamente agli Stati Uniti il diritto di veto su qualsiasi accordo di libero scambio che un paese membro potrebbe firmare con un'"economia non di mercato" come la Cina. Questa disposizione pone il Canada in una posizione delicata, costringendolo a calibrare attentamente la sua diplomazia commerciale per evitare potenziali ripercussioni da Washington, che rimane diffidente nei confronti dei suoi alleati che approfondiscono i legami con Pechino. L'impegno del Canada con la Cina, quindi, deve essere visto attraverso la lente della preparazione alle potenziali richieste americane durante la revisione dell'USMCA, garantendo che i suoi interessi economici siano protetti senza sfidare apertamente le priorità strategiche di Washington.

Per il Canada, questo impegno riguarda fondamentalmente la sicurezza economica e la diversificazione. La pandemia di COVID-19 ha esposto le vulnerabilità nelle catene di approvvigionamento globali, spingendo le nazioni di tutto il mondo a rivalutare la loro dipendenza da fonti o regioni uniche. Per una nazione ricca di risorse come il Canada, garantire mercati diversificati per le sue esportazioni e catene di approvvigionamento resilienti per le sue importazioni è fondamentale. L'impegno con la Cina, nonostante le complessità geopolitiche, offre opportunità per espandere le opportunità di esportazione, in particolare per settori come l'agricoltura e l'energia, e per garantire componenti critici per le sue fiorenti industrie tecnologiche e manifatturiere. Questa strategia mira a costruire un'economia più robusta e adattabile, capace di resistere a futuri shock.

Inoltre, il Canada cerca di mantenere la sua voce e la sua influenza sulle questioni globali. Come potenza media, il Canada spesso sostiene il multilateralismo e l'impegno. Per navigare e plasmare efficacemente le sfide globali, dal cambiamento climatico alla sicurezza internazionale, mantenere linee di comunicazione aperte con tutti i principali attori globali, inclusa la Cina, è considerato essenziale. Questo approccio consente al Canada di difendere i suoi valori e interessi direttamente, piuttosto che tramite intermediari, garantendo che non venga messo da parte nei dialoghi internazionali critici.

Tuttavia, i funzionari canadesi sono ansiosi di sottolineare che questo rinnovato impegno con la Cina non significa un cambiamento nella sua alleanza fondamentale con gli Stati Uniti. La relazione Canada-USA rimane senza pari, caratterizzata da profonda integrazione economica, interessi di sicurezza condivisi e robusti legami culturali. Il commercio bilaterale tra le due nazioni supera di gran lunga quello con la Cina, e la cooperazione in materia di difesa, intelligence e sicurezza continentale è profondamente radicata. Qualsiasi politica canadese nei confronti della Cina è attentamente calibrata per evitare di minare questa partnership essenziale. Le dichiarazioni di Global Affairs Canada e dell'Ufficio del Primo Ministro inquadrano costantemente l'impegno con Pechino come parte di una più ampia strategia di politica estera che prioritizza gli interessi nazionali pur sostenendo i valori democratici e le alleanze.

I critici dell'approccio del Canada spesso evidenziano il record della Cina in materia di diritti umani, la sua politica estera aggressiva e le preoccupazioni per il furto di proprietà intellettuale. Queste sono preoccupazioni legittime che i responsabili politici canadesi devono bilanciare con le realtà economiche. La strategia del governo è quella di perseguire un "impegno selettivo", collaborando con la Cina in aree di interesse reciproco, come il cambiamento climatico e alcune opportunità economiche, pur sfidando inequivocabilmente Pechino su questioni come i diritti umani, la sicurezza informatica e l'adesione all'ordine internazionale basato su regole. Questa posizione sfumata riconosce la natura multiforme della relazione, cercando di gestire i rischi piuttosto che tagliare completamente i legami.

In conclusione, la decisione del Canada di impegnarsi più attivamente con la Cina prima della revisione dell'USMCA è una manovra sofisticata in un panorama geopolitico volatile. È una testimonianza dell'impegno di Ottawa per l'autonomia strategica e la resilienza economica, che riflette una politica estera pragmatica volta a garantire gli interessi nazionali attraverso la diversificazione e una diplomazia attenta. Questo non è un pivot lontano dagli Stati Uniti, ma piuttosto uno sforzo calcolato per rafforzare la posizione del Canada in un mondo multipolare, garantendo il suo futuro economico e la sua rilevanza globale, gestendo meticolosamente le sue relazioni vitali.

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