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Tuesday, 24 February 2026
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Lokonyen: Lo sport offre una speranza vitale ai rifugiati, accendendo futuri oltre lo sfollamento

L'atleta olimpica Rose Nathike Lokonyen promuove il potere t

Lokonyen: Lo sport offre una speranza vitale ai rifugiati, accendendo futuri oltre lo sfollamento
7DAYES
7 hours ago
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Kenya - Agenzia stampa Ekhbary

Lokonyen: Lo sport offre una speranza vitale ai rifugiati, accendendo futuri oltre lo sfollamento

“Lo sport ha il potere di cambiare una vita”, dichiara Rose Nathike Lokonyen, il suo sorriso che irradia determinazione mentre si rivolge alla telecamera dalla sua base a Ngong, in Kenya. “Soprattutto per i rifugiati.” Queste parole, semplici ma profonde, racchiudono una verità che Lokonyen incarna: la straordinaria capacità dello sforzo atletico di trascendere le difficoltà, favorire la resilienza e accendere la speranza nelle circostanze più difficili. In quanto ex allieva della Squadra Olimpica dei Rifugiati e formidabile mezzofondista, il percorso di Lokonyen da rifugiata del Sud Sudan ad atleta internazionale è una potente testimonianza di questo stesso principio.

Nata in quello che oggi è il Sud Sudan, Lokonyen fu costretta a fuggire dalla sua patria a causa del conflitto, trovando infine rifugio nel campo profughi di Kakuma, nel Kenya settentrionale. Fu lì, tra la polvere e l'incertezza, che il suo talento atletico fu scoperto. La corsa divenne più di una semplice attività fisica; si trasformò in un percorso di scoperta di sé, una fonte di disciplina e, in definitiva, un biglietto per un futuro che forse non avrebbe mai immaginato. La sua partecipazione alla squadra olimpica dei rifugiati inaugurale ai Giochi di Rio 2016 e di nuovo a Tokyo 2020, ha portato l'attenzione globale non solo sulla sua storia personale ma anche sulla difficile situazione e il potenziale di milioni di individui sfollati in tutto il mondo.

L'azione di Lokonyen si estende oltre i suoi successi. Ella sostiene con passione l'integrazione sistemica dei programmi sportivi all'interno degli insediamenti di rifugiati e delle comunità ospitanti. Per i rifugiati, lo sport offre una via di fuga vitale dalle realtà quotidiane dello sfollamento, del trauma e della noia. Fornisce un ambiente strutturato in cui gli individui, in particolare i giovani, possono sviluppare competenze di vita critiche come il lavoro di squadra, la leadership, la disciplina e la risoluzione dei problemi. Queste competenze sono inestimabili, non solo per il successo atletico, ma per una riuscita integrazione nella società e per la futura autosufficienza.

Inoltre, i benefici psicologici sono immensi. Impegnarsi in attività fisica può migliorare significativamente la salute mentale, riducendo i sintomi di stress, ansia e depressione che sono comuni tra le popolazioni sfollate. Lo sport favorisce un senso di appartenenza e comunità, abbattendo le barriere sociali e promuovendo la comprensione interculturale. In un contesto di campo, dove diversi gruppi etnici vivono spesso a stretto contatto, un amore condiviso per il calcio, la corsa o la pallavolo può creare legami che trascendono le divisioni precedenti, costruendo un ambiente più coeso e pacifico.

Organizzazioni come l'UNHCR e varie ONG hanno riconosciuto da tempo questo potenziale, implementando iniziative di sport per lo sviluppo a livello globale. Questi programmi vanno dalla fornitura di attrezzature di base e coaching alla creazione di campionati e tornei che portano gioia, struttura e un senso di normalità nella vita dei rifugiati. La stessa Lokonyen partecipa spesso a tali iniziative, servendo come figura ispiratrice che dimostra ciò che è possibile con determinazione e opportunità. Il suo messaggio risuona profondamente: "Possiamo dare speranza ad altri rifugiati." Non si tratta semplicemente di vincere medaglie; si tratta di instillare fiducia, dimostrando che una vita di dignità e successo è possibile anche dopo una profonda perdita.

L'impatto dello sport sulle comunità di rifugiati è multiforme. Economicamente, può creare opportunità per allenatori, arbitri e amministratori all'interno dei campi. Socialmente, aiuta a ricostruire i tessuti sociali lacerati dai conflitti, offrendo una piattaforma per la guarigione e la riconciliazione. Dal punto di vista educativo, i programmi sportivi spesso si svolgono in concomitanza con la scuola, incoraggiando la frequenza e fornendo un percorso di sviluppo olistico per bambini e adolescenti. Investendo nello sport, la comunità internazionale investe nel capitale umano dei rifugiati, consentendo loro di diventare contributori attivi alle loro nuove società.

Dalla sua attuale posizione privilegiata a Ngong, Lokonyen continua ad allenarsi, ma la sua missione si è ampliata ben oltre i record personali. È una voce potente sulla scena globale, sostenendo politiche e risorse che rafforzano i rifugiati attraverso lo sport. La sua storia serve da narrazione avvincente sullo sfondo dello sfollamento globale, ricordandoci che ogni rifugiato possiede un potenziale inespresso, in attesa di un'opportunità per fiorire. Lo sport, nella sua forma più pura, offre questa possibilità – la possibilità di sognare, di lottare e, soprattutto, di dare e ricevere speranza.

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