Stati Uniti - Agenzia stampa Ekhbary
Pentagon: La prima settimana di guerra in Iran è costata agli Stati Uniti 11,3 miliardi di dollari
Il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti, noto come Pentagono, ha reso noti i costi sostenuti durante la prima settimana delle operazioni militari in Iran, stimati in 11,3 miliardi di dollari americani. Questa cifra equivale a circa 58,7 miliardi di real brasiliani. Le informazioni sono state divulgate in seguito a un briefing riservato tenutosi con i membri del Congresso, come riportato dal "New York Times" sulla base delle dichiarazioni dei legislatori presenti.
Secondo quanto emerso, questa cifra potrebbe non rappresentare l'intero ammontare delle spese belliche. Nello specifico, non sono inclusi i costi relativi alla mobilitazione delle forze armate statunitensi che hanno preceduto le aggressioni dirette. Tali preparativi strategici hanno comportato il dispiegamento di flotte navali, il trasferimento di armamenti avanzati e la logistica del personale verso la regione del Medio Oriente, costituendo di per sé investimenti significativi nell'ambito dello sforzo bellico.
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Stime preliminari precedenti, pubblicate sia dal "New York Times" che dal "Washington Post", avevano già indicato cifre considerevoli. Ufficiali militari di alto rango avevano calcolato che, nei soli primi due giorni di attacchi contro l'Iran, le spese statunitensi per le munizioni ammontassero a circa 5,6 miliardi di dollari americani (29,1 miliardi di real brasiliani). Questo focus specifico sui costi delle munizioni evidenzia l'intensità delle operazioni iniziali.
Il "New York Times" ha fornito ulteriori dettagli sulle munizioni impiegate durante la prima ondata di bombardamenti, menzionando l'uso di armi sofisticate come le bombe plananti AGM-154. Il costo unitario di queste bombe varia tra 578.000 e 836.000 dollari. La Marina statunitense aveva acquistato 3.000 di queste munizioni quasi vent'anni fa, indicando un investimento strategico a lungo termine in questa capacità bellica.
Il conflitto, che vede Israele e Stati Uniti bombardare obiettivi in Iran, è iniziato il 28 febbraio. In risposta, le forze iraniane hanno lanciato attacchi contro il territorio israeliano e basi americane nel Medio Oriente. Questa escalation delle ostilità ha acuito le tensioni regionali e sollevato preoccupazioni riguardo alla stabilità geopolitica della regione.
Le ostilità in corso evidenziano l'importanza strategica dello Stretto di Hormuz, un punto nevralgico per il transito globale del petrolio. Il controllo di questa via d'acqua è un fattore chiave nelle tensioni tra Iran e Stati Uniti, con potenziali ripercussioni sulla sicurezza energetica globale e sul commercio internazionale.
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L'analisi dei costi della guerra rivela l'entità delle risorse finanziarie mobilitate nei conflitti moderni. Oltre alle spese militari dirette, è fondamentale considerare le conseguenze economiche, sociali e politiche a lungo termine di tali operazioni. La trasparenza sui costi è cruciale per il dibattito pubblico e per le decisioni politiche riguardanti l'impegno militare.