Emirati Arabi Uniti - Agenzia stampa Ekhbary
Sultan Al Jaber, CEO della Abu Dhabi National Oil Company (Adnoc), ha espresso serie preoccupazioni riguardo alla sicurezza dello Stretto di Hormuz, definendolo "non aperto" e soggetto a "permessi, condizioni e leva politica" da parte dell'Iran. Questa dichiarazione giunge in un momento critico, con i prezzi del greggio Brent che si avvicinano ai 100 dollari al barile a causa dell'incertezza persistente sulla tregua tra Stati Uniti e Iran. Al Jaber ha sottolineato su LinkedIn che la "tempestività di questo vitale corridoio marittimo, in qualsiasi forma, non può essere tollerata", poiché ciò "minerebbe il principio della libertà di navigazione che sostiene il commercio globale e, in ultima analisi, la stabilità dell'economia mondiale".
Si stima che circa 230 navi cariche di petrolio siano ancorate in attesa di passaggio. L'Iran aveva di fatto chiuso lo stretto, attraverso il quale transita un quinto del petrolio e del gas globale, dopo gli attacchi iniziati dagli Stati Uniti e Israele a fine febbraio. La situazione è ulteriormente complicata dalle continue tensioni, con le difese aeree degli Emirati Arabi Uniti e del Kuwait che hanno intercettato droni provenienti dall'Iran, mentre Teheran minaccia risposte "indimenticabili" se Israele non cessa gli attacchi contro il Libano. L'agenzia Fars ha riportato che il passaggio delle petroliere è stato interrotto a causa delle azioni israeliane.
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