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Venezuela: Madri di Prigionieri Politici Continuano Sciopero della Fame Nonostante Rilascio Parziale

17 rilasci notturni non soddisfano le madri, la protesta con

Venezuela: Madri di Prigionieri Politici Continuano Sciopero della Fame Nonostante Rilascio Parziale
عبد الفتاح يوسف
2026-02-17
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Venezuela - Agenzia stampa Ekhbary

Venezuela: Madri di Prigionieri Politici Mantengono lo Sciopero della Fame Dopo un Rilascio Parziale

La crisi politica in Venezuela si intensifica, con le madri dei prigionieri politici che hanno ribadito la loro determinazione a proseguire lo sciopero della fame, ormai giunto al sesto giorno consecutivo. La loro ferma opposizione non è stata scalfita dal rilascio di 17 individui dal centro di detenzione "Zona 7" di Caracas, avvenuto nelle prime ore di sabato mattina. Questo rilascio parziale, effettuato nelle ore precedenti l'alba, è stato accolto con profonda delusione dalle famiglie e dagli attivisti, i quali insistono sulla liberazione incondizionata di tutti i detenuti politici. L'azione delle madri è una risposta diretta all'appello dei loro figli a mantenere la pressione sul governo di Maduro, soprattutto dopo che le promesse precedenti di un rilascio generale non sono state mantenute.

La situazione attorno a "Zona 7" è diventata il fulcro della lotta in corso. Le madri, che mantengono una veglia costante davanti al centro di detenzione, dimostrano una notevole resilienza, alimentata dalla percezione che le azioni del governo siano insufficienti. Questa protesta fa eco a iniziative simili in altre strutture carcerarie del paese: secondo quanto riferito, circa 300 detenuti comuni nella prigione di Tocuyito si sono uniti allo sciopero della fame, ispirati dalle azioni dei prigionieri politici. La mossa del governo appare come una reazione alla crescente pressione internazionale, in particolare dagli Stati Uniti, che hanno ripetutamente chiesto il rilascio dei prigionieri politici e la chiusura di strutture controverse come El Helicoide.

Le dichiarazioni del presidente dell'Assemblea Nazionale, Jorge Rodríguez, aggiungono ulteriore complessità alla situazione. Solo la settimana scorsa, aveva suggerito che una legge di amnistia recentemente approvata avrebbe portato al rilascio di circa 700 prigionieri politici. Tuttavia, la realtà sul campo dipinge un quadro diverso. Un numero significativo di prigionieri politici rimane incarcerato, e la controversa legge di amnistia è attualmente oggetto di dibattito all'Assemblea Nazionale. Gli analisti suggeriscono che le discussioni sono in gran parte limitate ai leader del partito al governo e a una piccola parte dell'opposizione, che alcuni considerano collaborazionisti o addirittura controllati dallo stato.

Tra i 17 individui rilasciati nelle prime ore del mattino da "Zona 7" figuravano personalità sindacali di spicco, tra cui José Elías Torres, segretario generale della Confederazione dei Lavoratori del Venezuela (CTV); William Lizardo, presidente di un sindicato edile; e José Luis Subero Reyes, leader sindacale della Coalizione Sindacale Nazionale. Il gruppo comprendeva anche Jorge Párraga, un cittadino ecuadoriano tenuto in ostaggio, e due giovani con autismo, Gabriel Sánchez e Gilmary Alcalé. Significativamente, Gilmary Alcalé è stato rilasciato su cauzione insieme a sua madre, Zulma Mariela Lasala, anch'essa imprigionata.

Le scene emotive fuori dai cancelli della prigione sono state toccanti, con le famiglie riunite. José Luis Talavera, che ha trascorso cinque mesi in detenzione, apparentemente per essere il padre di un leader dell'opposizione di "Vente Venezuela", Marcos Velazco, ha espresso il suo sollievo, ma ha sottolineato che la lotta è tutt'altro che finita. "Vittoria!" ha esclamato abbracciando i suoi cari, aggiungendo: "Continuiamo su questa strada per costruire una convivenza democratica tra fratelli. Tutti uniti per la Pace!". Queste parole riecheggiano le dichiarazioni dello stesso Jorge Rodríguez, che poco prima dell'annuncio dell'elenco dei prigionieri rilasciati aveva invocato "pace e convivenza".

Tuttavia, il rilascio parziale ha fatto ben poco per placare le tensioni profonde. Le organizzazioni per i diritti umani e le madri protestanti sostengono che questi rilasci isolati non risolvono i problemi sistemici di repressione politica e violazione dei diritti umani in Venezuela. La richiesta principale rimane invariata: il rilascio completo e incondizionato di tutti i prigionieri politici. La domanda che risuona nelle proteste è: "Quando saranno tutti liberi?"

Aggiungendo un ulteriore livello di contesa, alcune fazioni politiche hanno criticato duramente attori internazionali, tra cui l'amministrazione statunitense sotto il presidente Trump e il senatore Marco Rubio. Questi critici li accusano di complicità nei presunti "rapimenti, torture e crimini" perpetrati dal regime bolivariano. Tali accuse evidenziano la profonda polarizzazione e le divisioni nel panorama politico venezuelano, complicando ulteriormente gli sforzi verso la riconciliazione nazionale e la stabilità.

Mentre la situazione rimane volatile, la protesta delle madri e lo sciopero della fame simboleggiano una continua richiesta di giustizia e libertà. La loro incrollabile posizione sottolinea i profondi rancori e la necessità urgente di riforme politiche sostanziali in Venezuela, che vadano oltre i semplici gesti simbolici di rilascio.

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