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Wednesday, 08 July 2026
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28 club estoni chiedono all'UEFA di interrompere i pagamenti di solidarietà alle squadre russe ed escluderle dalla struttura dell'unione

Una lettera collettiva è stata inviata al Segretario General

28 club estoni chiedono all'UEFA di interrompere i pagamenti di solidarietà alle squadre russe ed escluderle dalla struttura dell'unione
عبد الفتاح يوسف
2026-02-04 04:44
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Estonia - Agenzia stampa Ekhbary

28 club estoni chiedono all'UEFA di interrompere i pagamenti di solidarietà alle squadre russe ed escluderle dalla struttura dell'unione

Un numero significativo di club di calcio estoni ha compiuto un passo decisivo, rivolgendosi formalmente al Segretario Generale dell'UEFA, Theodoros Theodoridis, con un fervente appello. La loro lettera collettiva, una potente dichiarazione proveniente dalla comunità calcistica europea, richiede l'immediata cessazione dei pagamenti di solidarietà ai club russi e la loro completa esclusione dal quadro organizzativo dell'Unione delle Federazioni Calcistiche Europee (UEFA). Questa iniziativa sottolinea un crescente sentimento tra gli stakeholder del calcio nella regione baltica riguardo alla continua presenza della Russia, anche a livello finanziario, all'interno delle strutture calcistiche europee in mezzo alle continue tensioni geopolitiche.

L'appello, che ha un peso considerevole, include la partecipazione di sei importanti club della massima serie calcistica estone. Questi club sono "Levadia", "Paide", "Tammeka", "Harju", "Vaprus" e "Nõmme Kalju". Il loro coinvolgimento evidenzia l'ampio consenso e la posizione unificata tra le entità calcistiche estoni su questa questione critica. Mart Raamat, il presidente del consiglio di amministrazione di "Tartu Welco", è emerso come un portavoce chiave di questa iniziativa, offrendo spiegazioni dettagliate per le azioni dei club e le loro aspettative dall'UEFA.

Raamat ha sottolineato la natura tempestiva e cruciale del loro appello, in particolare alla luce delle recenti discussioni sul potenziale reintegro della Russia nel calcio internazionale. Ha fatto riferimento a dichiarazioni attribuite al Segretario Generale della FIFA (sebbene Gianni Infantino ricopra la posizione di Presidente della FIFA, non di Segretario Generale, un punto di chiarimento spesso fatto in tali rapporti) che indicavano una posizione secondo cui la Russia avrebbe dovuto essere riammessa. Questa prospettiva ha acceso un considerevole dibattito e preoccupazione in tutto il panorama sportivo europeo. Il comitato esecutivo dell'UEFA dovrebbe discutere questo stesso argomento nella sua prossima riunione prevista per la fine di febbraio, rendendo l'intervento dei club estoni ancora più pertinente e urgente.

I club che hanno sostenuto questo appello condividono una chiara e unificata comprensione: "I pagamenti alla Russia non sono in linea con i principi etici della comunità calcistica europea", ha dichiarato Raamat inequivocabilmente. Questa dichiarazione riflette una profonda convinzione che fornire sostegno finanziario, anche attraverso il meccanismo stabilito dei pagamenti di solidarietà, sia fondamentalmente incompatibile con le attuali realtà geopolitiche e gli impegni etici più ampi delle nazioni europee. I pagamenti di solidarietà sono parte integrante del modello di distribuzione finanziaria dell'UEFA, progettato per ridistribuire i ricavi dalle competizioni d'élite dei club europei alle associazioni nazionali e ai loro club, inclusi quelli che non partecipano ai lucrativi tornei UEFA. Questo sistema mira a promuovere lo sviluppo del calcio a tutti i livelli, ma i club estoni sostengono che tali pagamenti alla Federazione calcistica russa (RFU) minano il tessuto morale dello sport.

Inoltre, la lettera chiede specificamente ad Aivar Pohlak, il presidente della Federazione calcistica estone, di sfruttare la sua posizione all'interno del comitato esecutivo dell'UEFA. In quanto rappresentante dell'Estonia in questo influente organo, Pohlak è esortato a sostenere attivamente la cessazione dei pagamenti alla Russia e a opporsi fermamente a qualsiasi mossa per consentire al calcio russo di ricongiungersi alla famiglia calcistica europea. La sua voce e la sua influenza potrebbero rivelarsi decisive nel plasmare la decisione finale dell'UEFA su questa questione altamente sensibile, che comporta significative implicazioni per la direzione futura e l'integrità della governance del calcio europeo.

Il contesto di questo appello è ulteriormente complicato da transazioni finanziarie precedentemente riportate. Nell'agosto 2025 (come riportato, sebbene questa data suggerisca un rapporto futuro o un errore di battitura per un anno precedente, come il 2023 o il 2024), è stato rivelato che l'UEFA aveva trasferito 10,8 milioni di euro alla Federazione calcistica russa (RFU) in pagamenti di solidarietà dal 2022. Successivamente, nel dicembre 2025 (ancora una volta, una data che suggerisce un rapporto futuro o un potenziale errore di battitura), è venuto a conoscenza che la RFU avrebbe dovuto ricevere altri 3,83 milioni di euro tramite pagamenti di solidarietà destinati ai club che non partecipano alle competizioni europee. Queste cifre sostanziali, unite alla continua sospensione dei club e delle squadre nazionali russe dalle competizioni internazionali, sollevano serie domande sulla logica e sulle implicazioni etiche del proseguimento di tali trasferimenti finanziari.

L'iniziativa guidata da questi club estoni rappresenta un movimento più ampio all'interno dello sport europeo per sostenere i principi di equità, integrità e condotta etica di fronte a complesse sfide geopolitiche. La risposta dell'UEFA a questo potente e principesco appello dall'Estonia avrà senza dubbio conseguenze di vasta portata, non solo per il futuro del calcio russo ma anche per la bussola morale e i principi guida dell'intera comunità sportiva europea per gli anni a venire. La comunità calcistica globale attende con impazienza la posizione ufficiale dell'UEFA su questa situazione critica e in evoluzione.

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