Somalia — Agenzia di stampa Ekhbary
Le comunità in Somalia stanno affrontando una crisi alimentare sempre più grave, spinte dalle loro case dalla siccità e in attesa di assistenza umanitaria critica che non è ancora arrivata. Le piogge di Deyr fallite a settembre segnano l'ultimo colpo in una crisi climatica implacabile, distruggendo i mezzi di sussistenza, uccidendo il bestiame e causando un altro anno di fallimento dei raccolti.
Aumento degli sfollamenti e della fame
Oltre 500.000 persone sono state sfollate quest'anno, oltre il 90% a causa della siccità, aggiungendosi ai 3,3 milioni di somali già sradicati. Le famiglie sfollate ora affrontano il rischio più elevato di carestia, secondo il Piano delle Necessità e della Risposta Umanitaria per la Somalia 2026 dell'OCHA. Fatima, 40 anni, che è fuggita cinque volte, afferma: "Questa è la quinta volta che fuggo. Sto ancora affrontando la siccità e non ho nulla da dare da mangiare alla mia famiglia." Le famiglie sono arrivate nei campi per sfollati di Baidoa e Dollow esauste e malnutrite, portando bambini deboli.
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Netto calo dei finanziamenti umanitari
I finanziamenti per gli aiuti in Somalia hanno subito un netto calo quest'anno, con solo il 14% dei fondi richiesti per la risposta umanitaria ricevuti. La Somalia è stata intenzionalmente esclusa da un impegno di aiuti umanitari globali di 2 miliardi di dollari annunciato dagli Stati Uniti a causa di accuse di diversione degli aiuti, corruzione e distruzione di un magazzino del Programma Alimentare Mondiale (PAM). "I servizi umanitari sono una delle poche cose su cui possiamo contare, ma sono completamente scomparsi", afferma un uomo sfollato.