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Wednesday, 18 February 2026
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L'Europa Rivaluta la Dissuasione Nucleare Tra Aggressione Russa e Dubbi sulla Sicurezza USA

Un dibattito cruciale prende slancio in tutto il continente

L'Europa Rivaluta la Dissuasione Nucleare Tra Aggressione Russa e Dubbi sulla Sicurezza USA
7DAYES
5 hours ago
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MONACO, Germania - Agenzia stampa Ekhbary

L'Europa Rivaluta la Dissuasione Nucleare Tra Aggressione Russa e Dubbi sulla Sicurezza USA

Un dibattito cruciale sta prendendo piede in tutta Europa riguardo al futuro nucleare del continente, spinto da una preoccupante confluenza di crescente aggressione russa e crescenti dubbi sulla fermezza degli impegni di sicurezza degli Stati Uniti. Questo cambiamento geopolitico ha costretto i leader europei a rivalutare profondamente le loro strategie di difesa, rompendo tabù di lunga data che circondavano le discussioni sulle capacità nucleari indipendenti. La recente Conferenza sulla Sicurezza di Monaco è servita da piattaforma centrale per queste intense deliberazioni, sottolineando l'urgenza crescente per l'Europa di assumere una maggiore responsabilità per la propria sicurezza in un mondo volatile.

L'era della 'compiacenza strategica' post-Guerra Fredda è definitivamente terminata. Le azioni della Russia in Ucraina, sostenute dalle sue minacce nucleari, insieme ai passati commenti sprezzanti dell'ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump sulla NATO e al suo approccio transazionale alle relazioni estere, hanno scosso la fiducia degli alleati europei. La stessa nozione che l'Europa 'esternalizzi' la sua dissuasione nucleare agli Stati Uniti è messa direttamente in discussione, spingendo a una rivalutazione di una nuova realtà di sicurezza che richiede un approccio più autonomo e integrato.

Attualmente, Francia e Gran Bretagna rimangono gli unici due paesi europei in possesso di armi atomiche, con i loro arsenali combinati che si contano a centinaia, nani rispetto alle migliaia detenute da Stati Uniti e Russia. Tuttavia, queste capacità limitate sono ora al centro di una discussione più ampia su come rafforzare la dissuasione europea. Diversi leader di spicco hanno partecipato a queste discussioni, offrendo prospettive sfumate sul miglior percorso da seguire.

Il leader dell'opposizione tedesca Friedrich Merz ha rivelato di aver tenuto “colloqui confidenziali” con il presidente francese riguardo alla dissuasione nucleare europea. Questo è particolarmente significativo dato lo status della Germania come stato non nucleare, segnalando un sostanziale cambiamento nel suo pensiero strategico e una crescente accettazione delle discussioni sulle questioni nucleari. L'impegno di Berlino in tali colloqui sottolinea la gravità del momento e il riconoscimento della necessità di nuove soluzioni difensive.

Da parte sua, il Primo Ministro britannico Keir Starmer ha affermato che la dissuasione nucleare del Regno Unito proteggeva già gli altri membri della NATO, sottolineando il suo impegno a “migliorare la nostra cooperazione nucleare con la Francia”. Starmer ha enfatizzato che “qualsiasi avversario deve sapere che in una crisi potrebbe essere affrontato dalla nostra forza combinata” insieme alla Francia, segnalando una potenziale via per una cooperazione bilaterale rafforzata come parte di una più ampia dissuasione europea.

Tuttavia, il Segretario Generale della NATO Mark Rutte ha insistito sul fatto che “nessuno” stava considerando di sostituire completamente l'ombrello nucleare americano, che ha protetto i paesi NATO europei per decenni. Pur accogliendo qualsiasi discussione per rendere più forte la dissuasione nucleare collettiva in Europa, Rutte ha sottolineato che l'ombrello statunitense rimane “il garante ultimo”, e qualsiasi iniziativa europea dovrebbe essere “in aggiunta” alla protezione americana, piuttosto che una sua sostituzione.

Nel frattempo, il Sottosegretario alla Difesa statunitense Elbridge Colby ha affermato che gli Stati Uniti “hanno chiarito che la dissuasione nucleare estesa degli Stati Uniti continua ad applicarsi qui” in Europa. Ha espresso la “ricettività” degli Stati Uniti a un “maggiore contributo europeo a... la dissuasione della NATO”, ma ha avvertito che le conversazioni devono essere “molto sobrie” e “deliberate” a causa delle preoccupazioni sulla proliferazione nucleare e l'instabilità.

Questi sviluppi hanno infranto vecchi tabù. La discussione sull'armamento nucleare era stata a lungo considerata politicamente sensibile in molti paesi europei. Tuttavia, l'aggressione russa e le preoccupazioni sull'impegno degli Stati Uniti hanno spinto la questione nel mainstream della politica europea. Molti funzionari europei sono convinti che le ambizioni territoriali di Mosca non si limiteranno all'Ucraina e che altri paesi europei – inclusi anche i membri della NATO – potrebbero affrontare una sorta di attacco.

Il rapporto della Conferenza sulla Sicurezza di Monaco ha delineato cinque opzioni nucleari per l'Europa, pur avvertendo che non c'era “nessuna via d'uscita a basso costo o priva di rischi dal dilemma nucleare dell'Europa”. Queste opzioni includevano: continuare a fare affidamento sulla dissuasione americana; rafforzare il ruolo delle armi nucleari britanniche e francesi in una dissuasione europea; sviluppare congiuntamente armi nucleari europee; aumentare il numero di paesi europei con i propri arsenali nucleari; o espandere la potenza militare convenzionale europea per presentare una dissuasione non nucleare più intimidatoria. Il rapporto ha ritenuto che attenersi allo status quo e fare affidamento sulla potenza militare ineguagliabile dell'America rimanesse “l'opzione più credibile e fattibile” a breve termine.

Il rafforzamento delle capacità nucleari europee presenta sfide significative, inclusi costi elevati e questioni complesse su chi detiene l'autorità finale per lanciare le testate. Il ministro della Difesa finlandese Antti Hakkanen ha accolto con favore maggiori investimenti europei nella dissuasione nucleare francese o britannica, ma ha rapidamente aggiunto che “compensare la dissuasione nucleare statunitense non è realistico a questo punto”. Tuttavia, gli esperti hanno accolto con favore il dibattito politico sempre più serio, con Heloise Fayet dell'Istituto francese per le relazioni internazionali che ha affermato: “Questo è molto positivo, ma ora abbiamo bisogno di azione”.

Il presidente francese Emmanuel Macron, che in precedenza aveva sollevato la possibilità di estendere l'ombrello nucleare francese in tutta Europa, dovrebbe pronunciare un importante discorso sulla dottrina nucleare francese alla fine di febbraio. Macron ha indicato a Monaco che stava considerando una dottrina che potrebbe includere “cooperazione speciale, esercitazioni congiunte e interessi di sicurezza condivisi con alcuni paesi chiave”, consolidando ulteriormente il ruolo centrale della Francia nel plasmare il futuro della dissuasione europea.

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