ئەخباری
Wednesday, 18 February 2026
Breaking

Cinque nazioni europee: Alexei Navalny è stato avvelenato, il Cremlino sotto accusa diretta

Nuovi esami di laboratorio confermano la presenza della toss

Cinque nazioni europee: Alexei Navalny è stato avvelenato, il Cremlino sotto accusa diretta
7dayes
3 days ago
11

Italia - Agenzia stampa Ekhbary

Cinque nazioni europee: Alexei Navalny è stato avvelenato, il Cremlino sotto accusa diretta

Due anni dopo la sua morte in una colonia penale russa situata nel Circolo Polare Artico, ufficialmente attribuita dagli investigatori russi a una "combinazione di malattie", nuove e inquietanti prove sono emerse riguardo alla scomparsa del prominente politico dell'opposizione russa Alexei Navalny. Cinque importanti nazioni europee – Regno Unito, Francia, Germania, Svezia e Paesi Bassi – si stanno preparando a rilasciare una dichiarazione congiunta questo sabato, a margine della Conferenza sulla Sicurezza di Monaco, affermando inequivocabilmente che Navalny è stato avvelenato. Questo sviluppo riaccende profonde domande sulle vere circostanze della sua morte e pone il Cremlino sotto rinnovato scrutinio internazionale.

Le gravi accuse sono supportate da robuste prove scientifiche: il rilevamento della sostanza altamente tossica Epibatidina nei campioni di tessuto di Navalny. L'Epibatidina è un potente alcaloide velenoso che si trova naturalmente nella pelle di alcune rane velenose, sebbene possa anche essere sintetizzata chimicamente. Altrettanto significativo è il modo clandestino in cui questi campioni sono stati ottenuti. I rapporti indicano che sono stati prelevati segretamente dal corpo di Navalny e contrabbandati dalla Russia verso i paesi occidentali, dove sono stati sottoposti ad analisi indipendenti in vari laboratori europei, tutti confermando la presenza della tossina. Questa operazione clandestina evidenzia le immense difficoltà e i rischi connessi all'ottenimento di prove indipendenti in mezzo al rigoroso controllo della Russia sulle informazioni e sull'accesso.

Nella loro prossima dichiarazione, i cinque stati riterranno direttamente la Russia, e per estensione il presidente Vladimir Putin, responsabile della morte di Alexei Navalny. Il loro ragionamento è chiaro: dato lo stretto controllo e la sorveglianza all'interno della prigione di massima sicurezza dove Navalny era incarcerato, solo il Cremlino e i suoi servizi di sicurezza avrebbero avuto la capacità e l'opportunità di condurre un tale attacco all'interno della struttura. Inoltre, queste nazioni ipotizzano che il Cremlino avesse un motivo ben preciso per mettere a tacere il critico e leader dell'opposizione più in vista della Russia, le cui indagini sulla corruzione e le campagne politiche avevano mobilitato un ampio sostegno e messo in discussione la legittimità del governo per anni.

Questi nuovi risultati si allineano con un modello inquietante di eventi che hanno turbato la comunità internazionale per anni. L'anno scorso, Yulia Navalnaya, la vedova di Navalny, aveva già sollevato gravi accuse di avvelenamento contro la Russia, citando "risultati di laboratorio stranieri", sebbene non avesse allora nominato il veleno specifico o rilasciato pubblicamente i risultati dell'indagine. Le attuali scoperte dettagliate, sostenute da più stati europei, conferiscono innegabile credibilità a queste accuse e le rendono significativamente più difficili da respingere.

Il caso Navalny fa anche eco a precedenti incidenti di avvelenamento di alto profilo con presunto coinvolgimento russo che hanno ricevuto condanna internazionale. Nel 2018, la cittadina britannica Dawn Sturgess morì per avvelenamento da agente nervino Novichok a Salisbury, nel Regno Unito, originariamente mirato all'ex doppio agente russo Sergei Skripal e a sua figlia. Solo due anni dopo, nell'agosto 2020, lo stesso Alexei Navalny fu preso di mira con il Novichok, collassando su un volo interno in Russia. Fu successivamente salvato dai medici dell'ospedale Charité di Berlino, e un'indagine congiunta di DER SPIEGEL, Bellingcat e The Insider implicò gli operativi del FSB russo in quell'attacco. Questi ripetuti casi di uso di armi chimiche contro avversari percepiti sottolineano una preoccupante volontà dello stato russo di impiegare tali mezzi, sia a livello nazionale che all'estero.

I cinque stati europei, intendendo denunciare pubblicamente l'avvelenamento di Navalny questo sabato, intendono anche presentare le loro scoperte all'Organizzazione per la Proibizione delle Armi Chimiche (OPAC). Questo è un passo cruciale per ritenere la Russia responsabile della sua presunta inosservanza degli accordi internazionali sulla distruzione delle armi chimiche. Si prevede che l'OPAC possa avviare una propria indagine e chiedere ulteriori azioni alla comunità internazionale qualora queste accuse fossero comprovate.

La tempistica dell'annuncio di questi nuovi risultati alla Conferenza sulla Sicurezza di Monaco è stata scelta deliberatamente. Ha lo scopo di inviare un forte messaggio simbolico. Quando Navalny morì due anni fa, la notizia scioccò e sgomentò i partecipanti il primo giorno della conferenza. Riprendere la sua morte in questo forum di spicco serve come un duro promemoria al mondo che la questione della responsabilità per le morti di figure dell'opposizione e l'uso di armi proibite rimane irrisolta, minando gravemente la sicurezza e le norme internazionali. Il mondo attende la reazione del Cremlino e se queste nuove rivelazioni porteranno ad azioni concrete.

Tag: # Alexei Navalny # avvelenamento # Russia # Cremlino # Vladimir Putin # oppositore # Conferenza sulla Sicurezza di Monaco # Epibatidina # Novichok # armi chimiche # relazioni internazionali