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Wednesday, 18 February 2026
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Militare USA valuta attacchi prolungati contro l'Iran, gettando un'ombra sulla diplomazia

I preparativi militari aumentano le paure di un conflitto re

Militare USA valuta attacchi prolungati contro l'Iran, gettando un'ombra sulla diplomazia
7DAYES
5 hours ago
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Stati Uniti - Agenzia stampa Ekhbary

Militare USA valuta attacchi prolungati contro l'Iran, gettando un'ombra sulla diplomazia

Secondo quanto riferito da due funzionari statunitensi, che hanno parlato in condizione di anonimato data la delicatezza della pianificazione, l'esercito americano si sta preparando per la possibilità di operazioni sostenute e della durata di settimane contro l'Iran, qualora il Presidente Donald Trump ordinasse un attacco. Questo scenario potrebbe portare a un conflitto molto più grave di quanto visto in precedenza tra i due paesi.

Questa rivelazione innalza la posta in gioco per gli sforzi diplomatici in corso tra gli Stati Uniti e l'Iran. Gli inviati statunitensi Steve Witkoff e Jared Kushner terranno negoziati con rappresentanti iraniani a Ginevra la prossima settimana, con la mediazione di rappresentanti dell'Oman. La contemporaneità di questi colloqui diplomatici cruciali con i preparativi militari solleva interrogativi fondamentali sulla strategia complessiva dell'amministrazione americana e sul rischio di errori di calcolo.

Il Segretario di Stato americano, Marco Rubio, ha lanciato un avvertimento sabato, riconoscendo che la preferenza di Trump era di raggiungere un accordo con Teheran, ma sottolineando la difficoltà dell'impresa. "È molto difficile da fare", ha dichiarato Rubio, riflettendo la complessità del panorama geopolitico e la profonda sfiducia esistente tra i due paesi, rendendo il percorso diplomatico estremamente arduo.

Nel frattempo, gli Stati Uniti hanno significativamente rafforzato la loro presenza militare in Medio Oriente, alimentando le ansie per un possibile nuovo intervento militare. Venerdì, funzionari del Pentagono hanno confermato l'invio di una portaerei aggiuntiva nella regione. Questo dispiegamento è accompagnato da migliaia di truppe supplementari, aerei da caccia avanzati, cacciatorpediniere lanciamissili e una notevole potenza di fuoco, progettata sia per capacità offensive che difensive. Questa sostanziale postura militare serve come chiaro segnale della determinazione statunitense, ma amplifica anche le preoccupazioni per la stabilità regionale.

Il Presidente Trump stesso non ha evitato di discutere un potenziale cambio di regime in Iran. Parlando venerdì dopo un evento militare a Fort Bragg, North Carolina, ha apertamente meditato sul fatto che un tale cambiamento "sembra che sarebbe la cosa migliore che potesse accadere". Pur rifiutandosi di nominare specifici individui che immagina possano guidare l'Iran, ha fatto riferimento all'esistenza di "persone". Questa retorica, coerente con le sue precedenti dichiarazioni, aggiunge un ulteriore livello di imprevedibilità alla politica statunitense.

Storicamente, Trump ha espresso scetticismo riguardo all'invio di truppe di terra in Iran, affermando l'anno scorso: "l'ultima cosa che si vuole fare sono le forze di terra". La natura della potenza di fuoco attualmente schierata in Medio Oriente suggerisce che le opzioni più probabili prevedano principalmente attacchi aerei e navali, piuttosto che una guerra di terra su vasta scala. Questa strategia mira a mitigare i rischi associati all'occupazione del territorio, ma non elimina la possibilità di distruzione diffusa e conseguenze impreviste.

Il dilemma strategico che gli Stati Uniti devono affrontare consiste nel bilanciare il potere coercitivo della prontezza militare con la delicata arte della diplomazia. I piani riportati per attacchi prolungati suggeriscono una volontà di considerare significative azioni militari qualora le vie diplomatiche si rivelino infruttuose o se provocazioni percepite richiedessero una risposta energica. Gli imminenti colloqui di Ginevra saranno un test critico per determinare se il dialogo potrà de-escalare le tensioni o se i preparativi militari finiranno per dettare il corso degli eventi futuri, potenzialmente conducendo a una pericolosa escalation nella volatile regione mediorientale.

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