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Monday, 02 February 2026
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Kendal Nezan: "L'abbandono dei Curdi è un tradimento americano"

Accordo Siriano-Curdo Pone Fine alle Speranze di Autonomia,

Kendal Nezan: "L'abbandono dei Curdi è un tradimento americano"
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15 hours ago
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Siria - Agenzia stampa Ekhbary

Kendal Nezan: "L'abbandono dei Curdi è un tradimento americano"

In una svolta fondamentale nel complesso panorama politico siriano, Kendal Nezan, l'esperto Presidente dell'Istituto Curdo di Parigi, ha affermato che il recente accordo raggiunto tra il governo siriano e le Forze Democratiche Siriane (SDF) rappresenta un duro colpo per le aspirazioni curde all'autogoverno. In dichiarazioni fortemente critiche, Nezan ha denunciato quello che ha definito un «abbandono» dei Curdi da parte degli Americani, sottolineando che questo ritiro equivale a un tradimento, in particolare considerando il ruolo cruciale che i Curdi hanno svolto come «punta di diamante» nella battaglia contro l'organizzazione dello Stato Islamico un decennio fa.

L'accordo, i cui dettagli precisi sono ancora in fase di divulgazione, prevede la graduale integrazione delle forze curde e della loro amministrazione autonoma nella struttura del nuovo stato siriano. Questo sviluppo segue una rapida riaffermazione del controllo sui territori da parte delle forze filo-governative, che si ritiene siano quelle di Ahmad al-Chaara, portando a una significativa disillusione tra i Curdi che avevano nutrito l'ambizione di stabilire un'entità semi-autonoma nel nord e nell'est della Siria. Storicamente, i Curdi, il più grande gruppo etnico senza stato al mondo, hanno a lungo cercato il riconoscimento dei loro diritti nazionali in quattro paesi: Turchia, Siria, Iraq e Iran.

La dichiarazione di Nezan ha acceso un ampio dibattito sugli impegni degli Stati Uniti nei confronti dei loro alleati regionali, e specificamente verso le SDF sostenute da Washington. Dal 2014, le Unità di Protezione Popolare curde (YPG), la componente principale delle SDF, sono state il partner più efficace per la coalizione internazionale guidata dagli Stati Uniti nel sconfiggere lo Stato Islamico. Hanno fatto immensi sacrifici in questa lotta, perdendo migliaia di combattenti in prima linea. Il supporto americano è stato cruciale, non solo nel fornire addestramento e armamenti, ma anche nell'offrire copertura aerea che ha permesso loro di ottenere vittorie decisive contro i jihadisti.

Tuttavia, con la minaccia principale posta dall'ISIS in gran parte neutralizzata, gli Stati Uniti hanno iniziato a rivalutare la loro strategia in Siria. Dopo anni di sostegno, la persistente pressione turca, che considera le YPG un'organizzazione terroristica legata al PKK fuorilegge, ha portato a una riduzione del sostegno americano. Ciò si è manifestato in ripetuti ritiri delle forze statunitensi da alcune aree, lasciando i Curdi vulnerabili alle offensive turche e alle avanzate del governo siriano. Questo cambiamento nella politica statunitense è ampiamente percepito negli ambienti curdi come un tradimento dei principi dell'alleanza.

L'integrazione delle forze e dell'amministrazione curda nello stato siriano solleva serie interrogativi sul futuro di queste regioni e sul destino della popolazione curda. Mentre l'accordo può offrire una certa stabilità a breve termine, profonde tensioni tra l'amministrazione autonoma curda e Damasco potrebbero riemergere. Damasco, sotto la guida del presidente Bashar al-Assad, ha costantemente rifiutato qualsiasi forma di autonomia curda, considerando la presenza armata curda nel nord-est della Siria una violazione della sua sovranità. Questo accordo, se pienamente attuato, riaffermerebbe il controllo di Damasco su queste aree, minando efficacemente qualsiasi aspirazione curda all'autodeterminazione.

La prospettiva di Kendal Nezan, che rappresenta una voce significativa all'interno della diaspora curda, riflette una profonda delusione e un senso di tradimento. I Curdi, che sono stati storicamente uno strumento nelle lotte di potere regionali e internazionali, si ritrovano ancora una volta in una posizione precaria. Questa situazione riecheggia numerosi casi storici in cui i Curdi sono stati abbandonati dopo aver servito gli interessi delle grandi potenze, approfondendo il loro senso di emarginazione e sfiducia.

Inoltre, le ramificazioni di questo accordo si estendono oltre i confini siriani. Potrebbe avere un impatto sui Curdi in Iraq, Turchia e Iran, influenzando potenzialmente i loro movimenti nazionali. Invia anche un messaggio preoccupante ad altri alleati degli Stati Uniti nella regione riguardo all'affidabilità del supporto americano a lungo termine. Gli eventi in corso in Siria evidenziano la natura volatile delle alleanze internazionali in Medio Oriente, sottolineando che gli interessi geopolitici spesso prevalgono sugli obblighi morali o sulle promesse fatte nei momenti di bisogno.

La questione rimane aperta su come questo accordo verrà attuato sul campo e se porterà a una pace sostenibile o a un nuovo ciclo di instabilità. Il destino dei Curdi in Siria, che hanno fatto immensi sacrifici per un futuro migliore, rimane incerto in mezzo alla complessa interazione di potenze regionali e internazionali.

Tag: # Siria # Curdi # SDF # Kendal Nezan # Stati Uniti # ISIS # autonomia # tradimento