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Wednesday, 04 February 2026
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Chirurghi mantengono un uomo in vita senza polmoni per 48 ore: come è stato possibile?

Impresa medica senza precedenti: un dispositivo artificiale

Chirurghi mantengono un uomo in vita senza polmoni per 48 ore: come è stato possibile?
Matrix Bot
8 hours ago
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Stati Uniti - Agenzia stampa Ekhbary

Chirurghi mantengono un uomo in vita senza polmoni per 48 ore: come è stato possibile?

In una prima medica mondiale, i chirurghi della Northwestern University sono riusciti a mantenere in vita un uomo di 33 anni per 48 ore complete senza i suoi polmoni, utilizzando una macchina respiratoria artificiale sperimentale. Questo straordinario risultato è stato fondamentale per salvare la vita di un paziente i cui polmoni erano stati gravemente danneggiati da un'infezione batterica persistente, che ha richiesto un audace intervento chirurgico: la completa rimozione di entrambi gli organi respiratori.

L'incubo è iniziato nella primavera del 2023, quando il giovane si è presentato al Northwestern Memorial Hospital, credendo inizialmente di avere una semplice influenza. Tuttavia, le sue condizioni sono rapidamente peggiorate in modo drammatico, portando a una polmonite fulminante, sepsi (una risposta immunitaria eccessiva potenzialmente letale all'infezione) e sindrome da distress respiratorio acuto. I suoi polmoni, devastati da un'infezione resistente a tutti gli antibiotici disponibili, non erano più in grado di ossigenare il suo sangue e stavano invece diffondendo batteri in tutto il suo corpo.

In una situazione così critica, il posizionamento del paziente su un ventilatore meccanico convenzionale non era un'opzione, poiché i polmoni infetti erano la fonte del problema sistemico in corso. I medici si sono trovati di fronte a un'unica soluzione, sebbene estremamente rischiosa: rimuovere i polmoni per prevenire un ulteriore peggioramento. La rimozione di entrambi i polmoni di solito induce un arresto cardiaco immediato a causa della cessazione improvvisa della circolazione sanguigna. Tuttavia, contro ogni previsione, il paziente è sopravvissuto a questa procedura radicale, segnando un'eccezionale prima mondiale nella medicina contemporanea.

I dettagli di questo notevole caso sono stati pubblicati il 30 gennaio 2026 sulla rivista 'Med'. Il team chirurgico, guidato dal Dr. Ankit Bharat, Capo della Chirurgia Toracica alla Northwestern University, ha affrontato la sfida senza precedenti di progettare un sistema circolatorio per compensare l'assenza dei polmoni. Normalmente, il cuore pompa il sangue direttamente ai polmoni per l'ossigenazione, e la struttura cellulare dei polmoni fornisce la necessaria resistenza al flusso sanguigno. Senza di essi, il sangue non tornerebbe alla parte sinistra del cuore, portando al suo fallimento in pochi minuti.

Per evitare questo esito catastrofico, il team medico ha ideato un "Polmone Artificiale Totale" (Total Artificial Lung - TAL). Si tratta di un circuito su misura, collegato direttamente ai principali vasi sanguigni del paziente. Deviando il flusso sanguigno dall'arteria polmonare all'atrio sinistro tramite un ossigenatore esterno, hanno ricreato efficacemente un ciclo circolatorio completo, compensando l'assenza degli organi. Al centro di questo dispositivo si trova un regolatore di flusso ad alta precisione, che simula artificialmente la resistenza fisica normalmente fornita dai polmoni sani. Senza questo componente cruciale, il sangue circolerebbe troppo velocemente, impedendo lo scambio gassoso e sovraccaricando il cuore. Grazie alla sua funzione, il cuore del paziente ha continuato a battere normalmente, come se stesse pompando sangue attraverso organi reali, mentre la circolazione avveniva all'interno di un circuito sintetico di membrane polimeriche.

Per 48 ore, l'uomo è vissuto in uno stato di "stasi respiratoria". Questo periodo critico ha permesso al suo corpo, libero dalla fonte principale di infezione, di combattere e debellare i batteri rimanenti. La rimozione dei polmoni ha permesso al suo sistema immunitario, supportato dal trattamento medico, di combattere efficacemente l'infezione. Il Dr. Bharat ha dichiarato che "questo approccio è stato cruciale per stabilizzare il paziente e prepararlo per i suoi nuovi polmoni", indicando che questa misura temporanea è stata un ponte verso un trapianto di polmone.

Questo straordinario caso sottolinea i rapidi progressi nella chirurgia toracica e nella tecnologia medica. La capacità di bypassare funzionalmente i polmoni per un periodo prolungato mantenendo l'integrità circolatoria apre nuove vie terapeutiche per i pazienti che soffrono di malattie polmonari acute e croniche. Rappresenta un salto significativo oltre i limiti precedentemente percepiti nell'assistenza medica, offrendo un raggio di speranza per gli individui con condizioni respiratorie potenzialmente letali.

Il significato di questa innovazione risiede nel fornire una finestra temporale critica per i pazienti che sperimentano insufficienza polmonare acuta. Questa finestra consente un potenziale recupero se la condizione sottostante è trattabile, o fornisce il tempo essenziale per un trapianto di polmone di successo. Nel caso di questo paziente, il polmone artificiale ha agito come un ponte vitale, permettendo al corpo di combattere l'infezione e stabilizzando il paziente per il trapianto.

Le sfide tecniche affrontate dal team del Dr. Bharat sono state immense, dalla progettazione del complesso circuito circolatorio alla simulazione accurata della resistenza dei polmoni naturali. Una procedura del genere richiede una stretta collaborazione tra chirurghi, ingegneri biomedici e specialisti di malattie infettive. Il successo di questa operazione evidenzia non solo l'abilità chirurgica, ma anche l'innovazione tecnologica e la capacità di risolvere problemi in modo creativo di fronte a sfide mediche estreme.

Guardando al futuro, questa tecnica pionieristica potrebbe aprire la strada a sistemi di supporto respiratorio artificiale più avanzati e, potenzialmente, persino a polmoni artificiali permanenti per pazienti non idonei al trapianto. Con il continuo progresso nei biomateriali e nell'ingegneria biomedica, possiamo aspettarci ulteriori soluzioni rivoluzionarie che trasformeranno la vita degli individui che combattono le malattie respiratorie.

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