Agenzia di stampa Ekhbary | 2024-05-15
L'epidemia di Ebola nella Repubblica Democratica del Congo (RDC) ha raggiunto un nuovo, allarmante traguardo, con il superamento dei mille casi confermati. L'Istituto Nazionale di Sanità Pubblica del paese ha riportato 1003 infezioni e 254 decessi, indicando un tasso di mortalità del 25%. La nuova ondata del virus, che causa una febbre emorragica, era stata annunciata il 15 maggio scorso.
Diffusione geografica e implicazioni regionali
Il virus si è diffuso in tre province chiave: Ituri, Kivu del Nord e Kivu del Sud, aree che ospitano circa 15 milioni di persone. La situazione è ulteriormente complicata dal fatto che l'Ebola ha valicato i confini, raggiungendo la vicina Uganda. L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha registrato 20 casi e due decessi in Uganda, nonostante le autorità locali avessero precedentemente dichiarato la situazione “sotto controllo”. A quanto pare, l'attuale ceppo Bundibugyo di Ebola non ha ancora un vaccino o un trattamento specifico, rendendo il contenimento una sfida ardua.
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L'allarme di Oxfam e il contesto storico
La scorsa settimana, l'organizzazione Oxfam ha lanciato un avvertimento, suggerendo che la reale portata dell'epidemia di Ebola in Africa potrebbe essere ben più ampia di quanto indicato dalle cifre ufficiali, paventando una diffusione non rilevata. Oxfam ha anche evidenziato la carenza di “equipaggiamento protettivo essenziale” per gli operatori sanitari in prima linea, un fattore che ostacola gravemente gli sforzi per contenere il virus. Storicamente, l'Ebola, che si trasmette per contatto diretto e fluidi corporei, ha causato oltre 15.000 morti in Africa negli ultimi cinquant'anni.