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Saturday, 20 June 2026
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Il gigante tecnologico francese Capgemini si disfa della filiale statunitense dopo la controversia sul contratto ICE

La decisione di disinvestimento segue un'intensa analisi del

Il gigante tecnologico francese Capgemini si disfa della filiale statunitense dopo la controversia sul contratto ICE
عبد الفتاح يوسف
4 months ago
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Globale - Agenzia stampa Ekhbary

Il gigante tecnologico francese Capgemini si disfa della filiale statunitense dopo la controversia sul contratto ICE

Il colosso tecnologico francese Capgemini ha annunciato domenica il suo immediato disinvestimento dalla sua filiale americana, Capgemini Government Solutions (CGS), a seguito di un crescente controllo sui legami dell'azienda con l'U.S. Immigration and Customs Enforcement (ICE). La mossa segna un passo significativo, che riflette le crescenti pressioni sulle corporazioni globali per affrontare le questioni di responsabilità sociale e conformità etica, in particolare quando le loro operazioni si intersecano con delicate questioni di immigrazione e diritti umani.

Capgemini Government Solutions era finita sotto i riflettori dopo essere stata designata come appaltatore principale di un nuovo programma di sorveglianza dell'ICE volto a rintracciare gli immigrati. Il "skip-tracing" è un metodo tipicamente impiegato dai recuperatori di crediti per localizzare individui difficili da trovare, e la sua applicazione da parte dell'ICE per il rintracciamento degli immigrati rappresenta un'espansione nuova e altamente controversa delle sue tattiche di applicazione della legge. Il nuovo programma mira a rintracciare fino a 50.000 immigrati al mese, inizialmente identificando i loro luoghi di residenza e di lavoro attraverso "tutti i sistemi tecnologici disponibili", e successivamente confermando questi dettagli tramite "sorveglianza fisica, di persona", inclusa la fotografia, secondo i rapporti dei media. I contratti per questo programma sono stati assegnati a dieci aziende lo scorso dicembre, con la possibilità per queste aziende di guadagnare oltre 1 miliardo di dollari entro la fine del prossimo anno, secondo varie indagini giornalistiche.

CGS, la filiale statunitense del gigante tecnologico europeo Capgemini, era destinata a ricevere la più alta potenziale ricompensa da questo contratto, pari a 365 milioni di dollari in due anni. La filiale ha un rapporto di lunga data con il Dipartimento della Sicurezza Interna, avendo lavorato con l'agenzia per oltre 15 anni, sottolineando la sua profonda integrazione con le operazioni del governo statunitense. Tuttavia, la natura sensibile del contratto ICE ha sollevato serie domande sull'allineamento di queste attività con i valori e gli obiettivi aziendali più ampi di Capgemini.

Mentre l'ICE intensifica le sue repressioni sull'immigrazione, il controllo pubblico e attivista si è intensificato, portando a un'ondata di proteste contro le aziende che consentono questi sforzi. I manifestanti anti-ICE hanno organizzato scioperi generali e boicottaggi a livello nazionale, mentre centinaia di lavoratori tecnologici hanno firmato lettere esortando le loro aziende ad annullare tutti i contratti con l'ICE. Questo sentimento ha risuonato fortemente in Francia, dove i sindacati e i funzionari governativi, tra cui il ministro francese dell'Economia Roland Lescure, hanno pubblicamente chiesto a Capgemini di rivedere i suoi contratti con il governo americano, soprattutto a seguito delle recenti sparatorie mortali da parte di agenti dell'ICE negli Stati Uniti.

In mezzo a questa crescente pressione, il CEO di Capgemini, Aiman Ezzat, ha affrontato le preoccupazioni in un post su LinkedIn la scorsa domenica, affermando: “Siamo stati recentemente informati, attraverso fonti pubbliche, della natura di un contratto assegnato a CGS dall'Immigration and Customs Enforcement del DHS lo scorso dicembre. La natura e la portata di questo lavoro hanno sollevato interrogativi rispetto a ciò che facciamo tipicamente come azienda di business e tecnologia.” Questo riconoscimento ha rapidamente portato un consiglio di amministrazione indipendente a iniziare una revisione del contratto, segnalando la seria considerazione dell'azienda per l'indignazione pubblica e governativa.

Una settimana dopo, la revisione è culminata nella decisione di disinvestire. In un comunicato stampa, Capgemini ha dichiarato che “le consuete restrizioni legali imposte per la contrattazione con entità governative federali che svolgono attività classificate negli Stati Uniti non hanno permesso al Gruppo di esercitare un controllo appropriato su alcuni aspetti delle operazioni di questa filiale per garantire l'allineamento con gli obiettivi del Gruppo.” Questa spiegazione suggerisce che la natura classificata del lavoro nell'ambito del programma ICE ha impedito alla società madre di esercitare una supervisione sufficiente, rendendo insostenibile la continua partecipazione.

La decisione di disinvestimento arriva in un contesto di tesa situazione geopolitica tra Francia e Stati Uniti, che potrebbe aver aggiunto un ulteriore livello di complessità alle motivazioni di Capgemini. Tuttavia, l'obiettivo primario dell'azienda sembra essere la salvaguardia della propria reputazione e l'allineamento delle proprie operazioni globali con i propri standard etici. Questo incidente stabilisce un precedente significativo per altre aziende che si impegnano con i governi in attività sensibili, sottolineando l'importanza critica della trasparenza e della responsabilità in tutti gli aspetti delle operazioni commerciali.

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