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Monday, 23 February 2026
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Il Presidente del CIO critica duramente l'Ucraina per le chiamate al boicottaggio di Parigi 2024

Thomas Bach esorta Kiev a cessare le pressioni sui Comitati

Il Presidente del CIO critica duramente l'Ucraina per le chiamate al boicottaggio di Parigi 2024
7DAYES
3 hours ago
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Ucraina - Agenzia stampa Ekhbary

Il Presidente del CIO critica duramente l'Ucraina per le chiamate al boicottaggio di Parigi 2024

In un significativo inasprimento della disputa diplomatica in corso, il presidente del Comitato Olimpico Internazionale (CIO), Thomas Bach, ha rivolto un duro rimprovero all'Ucraina, chiedendo a Kiev di abbandonare i suoi sforzi per costringere altre nazioni e Comitati Olimpici Nazionali (CON) a boicottare i prossimi Giochi Olimpici di Parigi 2024. Questa ferma posizione segue una campagna sostenuta da funzionari ucraini volta a isolare gli atleti russi e bielorussi dagli eventi sportivi internazionali, sostenendo che la loro potenziale partecipazione, anche in status neutro, potrebbe legittimare le continue azioni militari della Russia.

L'evidenza di questa frizione diplomatica è emersa attraverso una lettera scritta da Bach al presidente del Comitato Olimpico Nazionale ucraino, Vadym Guttsait, che è stata vista da più testate giornalistiche. Nella corrispondenza, Bach ha espresso che le minacce di boicottaggio dell'Ucraina avevano generato notevole costernazione tra i membri del CIO. Ha definito le pressioni esercitate da Kiev come "estremamente deplorevoli", suggerendo che si trattasse di un tentativo di "influenzare pubblicamente il processo decisionale" in una "fase prematura ingiustificata". Inoltre, Bach ha chiarito che la potenziale partecipazione di atleti russi e bielorussi sotto bandiera neutrale ai Giochi del 2024 "non è stata ancora discussa in termini concreti", respingendo così le affermazioni secondo cui tali decisioni fossero imminenti.

La posizione del CIO, fermamente articolata dal suo presidente, giunge nel mezzo di un dibattito complesso e molto delicato sull'eleggibilità degli atleti russi e bielorussi alle competizioni internazionali, inclusi i Giochi Olimpici. Questa controversia si è intensificata a gennaio, quando il CIO ha annunciato che stava esplorando percorsi per consentire a questi atleti di competere sotto uno stendardo neutrale. Questa mossa è stata accolta con una forte opposizione da parte di alti funzionari ucraini, tra cui il presidente Volodymyr Zelenskyy, che hanno giurato di fare pressioni per un boicottaggio totale dei Giochi e hanno ribadito la loro richiesta di esclusione completa degli atleti da entrambe le nazioni da tutti gli sport internazionali.

Bach ha anche condannato esplicitamente quelle che ha definito "dichiarazioni diffamatorie" fatte da diversi funzionari ucraini, che hanno accusato il CIO di agire come "promotore di guerra, omicidio e distruzione". Queste accuse sono state mosse nonostante l'organizzazione abbia negato il mese scorso le accuse secondo cui avrebbe ricevuto tangenti da Mosca, avvertendo che tali affermazioni infondate non favorirebbero "discussioni costruttive". Il CIO ha costantemente sostenuto di non essere un organo politico e di cercare di sostenere il principio della neutralità degli atleti, separandoli dai conflitti politici.

Fondamentalmente, il presidente del CIO ha ricordato a Kiev che un boicottaggio costituisce una violazione della Carta Olimpica. Questo documento fondamentale "obbliga tutti i CON a ‘partecipare ai Giochi della Olimpiade inviando atleti’". Questa affermazione pone l'Ucraina in una posizione precaria, potenzialmente esposta a sanzioni o censure se persiste nella sua campagna per interrompere la partecipazione degli atleti russi e bielorussi, sfidando così la struttura di governance sportiva internazionale stabilita.

Da un punto di vista analitico, la crescente tensione sottolinea una profonda crisi che il movimento olimpico sta affrontando, stretto tra i suoi principi fondamentali di universalità e inclusività e le dure realtà geopolitiche del conflitto in corso. Il CIO cerca di navigare in questo campo minato sostenendo la non discriminazione pur riconoscendo la gravità della situazione. L'Ucraina, al contrario, considera qualsiasi partecipazione di atleti da nazioni aggressive, anche se neutrale, come una normalizzazione del conflitto e un tradimento degli ideali olimpici di pace e giustizia. L'insistenza del CIO sul fatto che le discussioni siano preliminari suggerisce una lotta interna per trovare un consenso tra i suoi diversi membri e federazioni internazionali.

La sfida principale per il CIO e la sua leadership, incluso Bach, è quella di trovare un equilibrio delicato. Da un lato, la sofferenza causata dalla guerra e l'imperativo morale di opporsi all'aggressione non possono essere ignorati. D'altra parte, il principio di separare lo sport dalla politica e di evitare la punizione collettiva degli atleti che potrebbero non essere direttamente coinvolti nelle decisioni governative rimane una pietra angolare dell'etica olimpica. Le manovre diplomatiche in corso e le dichiarazioni pubbliche indicano che una risoluzione è tutt'altro che certa, e il cammino verso Parigi 2024 rimane irto di complessità politiche ed etiche.

In definitiva, questa disputa evidenzia la vulnerabilità della governance sportiva internazionale alle pressioni geopolitiche. Gli sforzi del CIO per mantenere la sua neutralità e universalità sono messi a dura prova, sollevando interrogativi sul ruolo futuro delle Olimpiadi come simbolo di unità globale in un mondo sempre più frammentato. I mesi a venire saranno cruciali per determinare come questo conflitto verrà risolto e quale precedente stabilirà per i futuri eventi sportivi internazionali.

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