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Tuesday, 17 February 2026
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L'Italia al Board da osservatore, Meloni valuta se volare a Washington

La premier sottolinea l'importanza del dialogo e le riserve

L'Italia al Board da osservatore, Meloni valuta se volare a Washington
7DAYES
9 hours ago
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Italia - Agenzia stampa Ekhbary

L'Italia al Board da osservatore, Meloni valuta se volare a Washington

L'Italia si prepara a partecipare alla riunione inaugurale del "Board of Peace" per Gaza, un'iniziativa volta a coordinare gli sforzi di ricostruzione nella Striscia, in veste di Paese osservatore. Questa decisione arriva mentre crescono gli interrogativi sul ruolo che Roma giocherà in questa iniziativa guidata dagli Stati Uniti, promossa dall'ex presidente Donald Trump, e sul livello diplomatico al quale l'Italia sarà rappresentata. Sebbene alcuni suggeriscano l'invio del Ministro degli Esteri Antonio Tajani o di un altro alto funzionario governativo, la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni non ha escluso del tutto la possibilità di una sua personale partecipazione a Washington per l'incontro cruciale previsto per giovedì.

Il "Board of Peace", istituito da Trump, mira a supervisionare un piano di ricostruzione da miliardi di dollari per Gaza. Tuttavia, l'iniziativa si trova ad affrontare potenziali ostacoli, tra cui problemi di compatibilità costituzionale e richieste di modifica del suo statuto che non hanno ancora ricevuto risposte concrete. Nonostante queste sfide, la Premier Meloni sembra ritenere che la non partecipazione sarebbe un errore strategico, sottolineando l'importanza per l'Italia di non autoescludersi da un'iniziativa che potrebbe avere un impatto significativo sulla stabilità regionale.

Questo sviluppo avviene nel contesto di complesse dinamiche geopolitiche. Le voci europee hanno espresso un misto di riserve e cauto coinvolgimento nei confronti del Board. Le dichiarazioni del Cancelliere tedesco Friedrich Merz alla Conferenza di Monaco sulla Sicurezza, che evidenziano un presunto "divario" tra Europa e Stati Uniti, risuonano nel continente. Allo stesso modo, Bruxelles ha espresso le sue "riserve" sul quadro operativo del Board. In questo intricato scenario, Meloni, parlando da Addis Abeba, ha riaffermato l'approccio equilibrato dell'Italia nelle relazioni transatlantiche, assicurando che l'Italia non sarà assente dall'incontro di Washington.

L'opposizione politica italiana ha reagito rapidamente alla posizione del governo. Il Partito Democratico (PD) ha liquidato questa mossa come "un'altra buffonata della destra", mentre Nicola Fratoianni dell'alleanza AVS ha messo in guardia il governo dal "trascinare il nostro Paese in questo tipo di comitato d'affari", insistendo sulla necessità di ottenere l'approvazione parlamentare per tali impegni.

Meloni, nel suo discorso all'assemblea dell'Unione Africana ad Addis Abeba, evento conclusivo della sua visita di due giorni incentrata sul "Piano Mattei", ha difeso la posizione italiana sottolineando la sua "propensione al dialogo, radicata nel suo DNA". Sebbene non si sia tenuta una conferenza stampa ufficiale, Meloni ha dialogato con alcuni giornalisti selezionati dopo il suo intervento.

Commentando le critiche dichiarazioni del Cancelliere tedesco Merz nei confronti degli Stati Uniti, che a Roma sono state accolte con freddezza, Meloni ha affermato: "Siamo in una fase molto complessa delle relazioni internazionali, e una fase particolare nelle relazioni tra Europa e Stati Uniti". Ha riconosciuto di essere d'accordo con Merz sul fatto che "l'Europa debba fare di più in materia di sicurezza, sul pilastro europeo della NATO", ma ha dissentito dalla sua critica alla cultura politica "MAGA", definendo tali affermazioni "valutazioni politiche che ogni leader fa come ritiene opportuno".

La Premier ha confermato la partecipazione italiana alla riunione del Board, un punto precedentemente anticipato dal Ministro degli Esteri Tajani alla Conferenza di Monaco sulla Sicurezza. Tajani ha sottolineato l'importanza della riunione per la ricostruzione di Gaza e ha notato la partecipazione della Commissione Europea. Meloni ha precisato che "lo status di osservatore è una buona soluzione per quanto riguarda la questione della compatibilità costituzionale". Ha aggiunto: "Dobbiamo ancora vedere a quale livello parteciperemo, ma la risposta di Roma sarà positiva", citando l'imponente lavoro e l'impegno continuo dell'Italia per stabilizzare la fragile situazione in Medio Oriente, rendendo necessaria la presenza italiana ed europea.

Prima del discorso di Meloni, è stato letto un messaggio del Presidente dell'Autorità Palestinese Mahmoud Abbas, in cui ha denunciato l'uccisione di 500 palestinesi dal cessate il fuoco e ha esortato alla rimozione degli ostacoli israeliani alla seconda fase della ricostruzione, inclusi quelli che ostacolano il comitato tecnico incaricato di governare Gaza sotto la supervisione del Board.

Palazzo Chigi è attualmente impegnato in valutazioni dettagliate della situazione, e si prevede che la decisione finale sarà influenzata da consultazioni con altri leader europei. Washington si aspetta la partecipazione di circa venti delegazioni, con gli Stati Uniti che esercitano pressioni attive per garantire un'ampia partecipazione europea. Meloni ha ipotizzato che "ci saranno anche altri Paesi europei", in particolare "i Paesi mediterranei della sponda orientale", con impliciti riferimenti a nazioni come la Turchia. Al contrario, il Cremlino ha chiarito che non invierà rappresentanti, mentre il Primo Ministro ungherese Viktor Orbán ha confermato la sua presenza. Gli Stati Uniti e gli Emirati Arabi Uniti si sono impegnati a fornire un contributo superiore a un miliardo di dollari, che, se versato nel primo anno, garantirebbe l'adesione permanente al Board – un aspetto che solleva preoccupazioni costituzionali per l'Italia.

Tag: # Italia # Gaza # Board of Peace # Giorgia Meloni # Donald Trump # Ricostruzione # Medio Oriente # Unione Europea # Relazioni Internazionali # Antonio Tajani